Non bisogna mettere in discussione la funzione rieducativa della pena, purché sia chiaro che una persona riabilitata debba uscire dal carcere e che non ne debba uscire se riabilitata non sia.Un’altra riflessione è suggerita dalla vicenda del serial-killer di turno. Egli pagherà per questo omicidio, ma deve pagare solo lui? E il magistrato che col suo comportamento ha creato le condizioni perché il serial-killer tornasse a uccidere, non deve subire conseguenze? Possiamo essere sicuri che per eventuali reati, questo magistrato troverà un collega capace di assolverlo e che, secondo la migliore tradizione, il Csm riuscirà a non applicargli alcuna sanzione disciplinare. Ma quale diagnosi questo magistrato doveva fare per dare il permesso al serial-killer? Stabilire se vi fosse pericolo che tornasse ad uccidere! Questo significa anche che, nel dare quel permesso, il magistrato abbia accettato il rischio o abbia colpevolmente contribuito causalmente alla consumazione dell'ennesimo omicidio da parte del camorrista. La conclusione la tragga il lettore che deve sapere però che quella più logica, cioè la responsabilità almeno colposa del magistrato anche per l’omicidio, rimarrà chiusa in un cassetto di qualche Procura perché in questo Paese non ti danno il permesso di andare a una riunione politica, ma te lo danno se vuoi commettere un assassinio. Il problema è sempre lo stesso: quis custodiet custodes?
Sistema allo sbando
Non bisogna mettere in discussione la funzione rieducativa della pena, purché sia chiaro che una persona riabilitata debba uscire dal carcere e che non ne debba uscire se riabilitata non sia.Un’altra...