Politica

La gogna ingiusta e le colpe

E tenuto farlo nel caso dei detenuti sottoposti a regime del 41 bis. È normale che il direttore del carcere genovese di Marassi non conosca il curriculum criminale dei suoi «clienti», perché tale...

E tenuto farlo nel caso dei detenuti sottoposti a regime del 41 bis. È normale che il direttore del carcere genovese di Marassi non conosca il curriculum criminale dei suoi «clienti», perché tale dato non modifica il suo compito di tenerli in cella ad espiare la pena che è stata loro assegnata. In realtà il permesso premio è stato, al detenuto Bartolomeo Gagliano, «graziosamente» concesso da un giudice, magistrato di sorveglianza, che ha commesso un errore grave, rimettendo in circolazione un pericoloso assassino. Certo, il Magistrato di Sorveglianza svolge un lavoro difficile, sulla trincea più avanzata della Giustizia. Ma quello che fa arrabbiare è la sua giustificazione. Dice quel Giudice che tutto è regolare, legittimo, cioè conforme alla Legge ed alle carte del fascicolo che riguarda quel serial killer. Non ne dubitiamo! Però, ove (e speriamo, ovviamente, che ciò non accada) Gagliano dovesse ammazzare qualcuno per la strada o un agente di Polizia che tenti di fermarlo, chi andrà a dire ai famigliari piangenti che quel Giudice è irresponsabile, ma non subirà alcuna conseguenza perché la Legge gli consente (non lo obbliga) di rimettere in libertà un pluriassassino, già evaso due volte dalle patrie galere, infermo di mente (cioè un pazzo criminale). Un po’ di responsabilità in più avrebbe reso, probabilmente, quel Magistrato più responsabile.

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