Politica

Renzi rifà la strada di Eataly. Farinetti lo incensa

La storia dell'imprenditore che ha rivoluzionato l’idea dello «shopping» del cibo e l’amico sindaco che vuole rivoluzionare l’idea di Pd

L’imprenditore che ha rivoluzionato l’idea dello «shopping» del cibo e l’amico sindaco che vuole rivoluzionare l’idea di Pd. Oscar Farinetti e Matteo Renzi sono amici da tempo, legati da reciproca simpatia e da stima. Anche perché il primo è un renziano della prima ora, sostenitore del sindaco da quando ha sfidato alle primarie dell’anno scorso Pier Luigi Bersani. E con Renzi, e soprattutto con l’amministrazione comunale, Oscar Farinetti lavora da tempo per preparare il progetto che ha preso vita proprio ieri: l’inaugurazione della nuova sede di Eataly, il colosso «inventato» dall’imprenditore torinese e che ha preso il posto di una libreria chiusa dal 2010. Una inaugurazione in grande stile che però ha lasciato un po’ di amaro in bocca ai fiorentini. Almeno quelli che non amano troppo il sindaco. Renzi, infatti, ha fatto riasfaltare completamente via Martelli, dove è stata aperta la sede di Eataly, a un costo totale di circa 800 mila euro. Niente di male e nessun illecito. Ma per molti fiorentini quell’intervento non era proprio in cima alle priorità della città. Magari erano altre le strade da sistemare, visto che il quotidiano «La Nazione» ha addirittura attivato un numero verde dove i cittadini possono telefonare segnalando le buche che si aprono in continuazione. Farinetti, anche se ha sempre smentito di aver mai finanziato in alcun modo la campagna elettorale del sindaco, ieri lo ha però in qualche modo «ringraziato» facendogli un garbatissimo elogio pubblico. Un vero e proprio endorsment, insomma. Prima con un lungo colloquio con «Il Foglio», poi parlando con i giornalisti fuori dalla nuova sede fiorentina di Eataly. «Renzi è una risorsa – ha scandito – è anche uno capace di cambiare idea, ed è uno dei motivi per cui ho puntato su di lui. È molto flessibile, è molto ambizioso, come deve essere un politico, uno che fa questo mestiere, ma non è "egotico", cioè non si vede al centro di tutto, come molti politici adesso». Ma i complimenti maggiori del patron di Eataly al neo segretario del partito Democratico erano arrivati proprio nell’intervento sul quotidiano di Giuliano Ferrara. «Dire che il governo deve andare avanti "in nome della stabilità" è una sciocchezza. In Italia le riforme non si fanno invocando "stabilità" ma con governi di parte, omogenei. E in questo senso da oggi, anche grazie a Matteo, l'Italia, concedetemi la battuta, è passata dalla merda al letame. Dalla merda al letame nel senso che se prima il nostro Paese si trovava in una melma, in una sorta di grande oceano di sabbie mobili, con l'arrivo di Renzi il pantano ha cambiato natura ed è diventato fertilizzabile. Sempre un pantano resta, ma a differenza dello stato precedente se pianti qualcosa, ora, è possibile che un domani ti possa ritrovare un fiore». Quando si dice l’amicizia...

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