Ombre sulla dirigenza della Lazio: nel mirino dei magistrati il presidente Claudio Lotito e il direttore sportivo Igli Tare, che non risultano indagati, ma l’analisi che fa il gip nelle carte dell’inchiesta solleva non poche perplessità. A partire dal ruolo che avrebbe l’ex presidente dell’Ancona, Ermanno Pieroni, indagato e vicino a Lotito. Per gli investigatori, al di là delle ipotizzate combine – tutte nel 2011 -, anche «in tempi recenti, nel 2013, Franco Bazzani e Francesco Spadaro», menti delle combine, «dimostranno di avere rapporti privilegiati con la Lazio. Il 30 aprile 2013 si apprende che Brocchi procurerà a Spadaro il biglietto della partita Lazio-Bologna in programma all’Olimpico il 5 maggio». Inoltre, «durante la partita Bazzani è all’Olimpico e comunicando con tale Muroni Marina, seduta vicino a Tare, chiede di passarglielo. È evidente, quindi, che c’è un rapporto tra Bazzani-Spadaro e Tare, perché un estraneo non farebbe una proposta del genere. Tanto più che la frase «gli devo dire solo una cosa» presuppone familiarità. Poi, considerato che Tare è impegnato in una conversazione molto fitta, Bazzani chiede alla Muroni se è arrivato Lotito e lei gli conferma la circostanza. La frase «perché avevo visto prima che non c’era Lotito per quello» sembra alludere a un Bazzani che opta di parlare con Tare in sostituzione di un Lotito che ritiene non sia ancora arrivato. Il numero della Muroni è stabilmente in contatto con le utenze in uso a Beppe Signori». Infine, sotto interrogatorio, Erodiani, anche lui indagato, afferma: «Posso riferire che nell’ambito degli scommettitori esce spesso la notizia che il signor Lotito è quello che gestisce le partite e le combine della Lazio e dietro Lotito ci sarebbe l’ex presidente dell’Ancona Ermanno Pieroni».
Ombre anche sulla Lazio
Secondo gli inquirenti le due "menti" della frode avevano stabilito rapporti privilegiati con la dirigenza biancocelestepure in tempi recenti
