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«Non faccio parte della cupola Contro di me non c’è niente»

«Non c’è niente. Hanno confermato la condanna per due partite e per il possesso della scheda svizzera. Invece non c’è assolutamente niente». Massimo De Santis, l’arbitro di Tivoli condannato dai...

«Non c’è niente. Hanno confermato la condanna per due partite e per il possesso della scheda svizzera. Invece non c’è assolutamente niente». Massimo De Santis, l’arbitro di Tivoli condannato dai giudici della Corte d’appello di Napoli per essere un uomo della Cupola di Luciano Moggi - anche se apostrofato dallo stesso Big Luciano come «gran bastardo e figlio di puttana» in diverse intercettazioni dopo direzioni arbitrali non proprio favorevoli alla Juventus - è arrabbiato e incredulo dopo la lettura del dispositivo. La sentenza dice un anno di reclusione con pena sospesa per associazione a delinquere. Una decisione che brucia. De Santis, come commenta questa sentenza? «È assurdo. A mio carico non c’è niente. Mi hanno condannato per due partite, Fiorentina-Bologna e Lecce-Cagliari, e per il possesso dellascheda svizzera. Ma non c’è niente su un mio presunto rapporto di amicizia con Moggi, né tantomeno di miei presunti favori». Al telefono l’ex dg della Juve non sembra che le volesse molto bene. «Ci sono numerose telefonate in cui Moggi mi distrugge. Mi dice che ero un bastardo, che ormai avevo rotto il c..., che dovevo andare a fanc..., che se lui perdeva il campionato era colpa mia. Ci sono intercettazioni in cui dice che ce l’aveva a morte con me perché l’avevo fatto perdere a Palermo, con l’Inter, perché non gli avevo dato il rigore col Parma... Gli esempi sono moltissimi» Però per i giudici lei, alla Vecchia Signora, ha fatto anche dei favori. «I miei arbitraggi si sono dimostrati quasi sempre sfavorevoli alla Juve. Eppure io che arbitro contro Moggi vengo ritenuto in associazione a delinquere con lui». Nel merito, lei è ritenuto responsabile di aver influenzato due partite. «Mi hanno dato Fiorentina Bologna perché avrei favorito la Juventus ammonendo due calciatori, che poi avrebbero saltato la sfida con la squadra di Moggi. Dopo la partita Damascelli chiamò Moggi dicendogli: "De Santis ha fatto il delitto perfetto". Le sembra una prova? Prima non c’è stata nessuna telefonata. Anzi, una c’è». E quale? «Quella che abbiamo prodotto noi, la telefonata prima di Fiorentina-Bologna in cui Bergamo mi chiama e mi dice: "Mi raccomando arbitra bene, tutto a posto , non ti preoccupare". Assurdo. Perché assurdo? «Perché agli atti non ci sono partite in cui avrei favorito direttamente la Juve. E non è solo il mio caso». Cosa intende? «L’unico condannato oggi per una arbitraggio di una partita giocata dai bianconeri è Bertini per Juventus-Milan. Dattilo, ad esempio, è stato condannato per Udinese Brescia». Secondo lei cosa hanno voluto dimostrare i giudici con questa sentenza, riducendo di fatto le pene di molti degli imputati? «I giudici hanno modificato la sentenza di primo grado ma hanno mantenuto il teorema per pm Narducci. Questo è quanto. Resta l’associazione a delinquere. Resta il castello accusatorio. E nonostante tutte le prove che abbiamo portato». Cosa farà ora? Ricorrerà in Cassazione? «Avendo rinunciato alla prescrizine posso andare in Cassazione ed entrare nel merito del fatto anche per la frode sportiva. Ed è quello che farò. A Bergamo, invece, hanno annullato la sentenzaperché l’avvocato è stato male edi salute deve ricominciare il processo. Ad aggiungere dettagli sulle prossime mosse dell’arbitro di Tivoli è il suo legale Paolo Gallinelli. «Ci aspettavamo qualcosa di diverso - ha commentato a SkyTg24 dopo la sentenza - ma soprattutto sono curioso di leggere le motivazioni per vedere come possa essere stata confermata la condanna per associazione per delinquere, che secondo l’accusa era finalizzata a favorire la Juventus». De Santis, come detto, è stato assolto per un’altra frode sportiva, per altre due era già stato assolto in primo grado. «La sua condotta associativa sarebbe consistita nel compiere atti fraudolenti nell'incontro Fiorentina-Bologna e Lecce-Parma. Quindi non si tratta di una partita della Juventus - ribadisce l’avvocato. A sottolineare l’anomalia sono le dichiarazioni in aula di Alex Del Piero, chiamato a testimoniare a Napoli in primo grado. «Ricordo un Udinese-Juventus dove l’arbitro De Santis mi diede un doppio giallo e mi buttò fuori... è uno dei due arbitri che mi buttò fuori». Rimane il possesso di una scheda svizzera- Eppure quando De Santis è all’estero, la sim aggancia esclusivamente celle italiane. E quando le due presunte schede svizzere di De Santis e Moggi entrano in contatto, dalle parti di Coverciano, l’arbitro è Roma. E tutto questo senza considerare le intercettazioni fantasma che il perito Nicola Penta ha scovato tra le 170mila chiacchierate su cui si basa l’indagine.

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