Legge elettorale entro il 30 gennaio, tagli alle auto blu e un no assoluto alla nuova web tax. Matteo Renzi ieri è intervenuto in una diretta twitter con i suoi sostenitori e ha rilanciato i temi del suo programma: «Sono bello tosto. Motivato per far sì che nelle prossime ore, nelle prossime settimane, l'Italia possa ricevere una scossa dal Pd». La scossa il nuovo segretario del Partito Democratico l’ha data anche a Enrico Letta, chiedendo all’esecutivo di cancellare la norma che prevede l’introduzione della tassa sul web. «È un errore per mille motivi. Evitare l'elusione è un tema sacrosanto ma non lo si risolve con questa battaglia. Chiediamo al governo, alla maggioranza parlamentare, di eliminarla e porre il tema nel semestre europeo. Questi temi si devono affrontare a livello europeo». Ma Renzi incalza il governo anche sulla legge elettorale che si deve assolutamente fare entro gennaio. «C’è una legge per i Comuni sotto o sopra i 15mila abitanti che funziona, e funziona il Mattarellum con il 25% come premio di maggioranza, che è decisamente migliore dell’attuale legge. Di soluzioni se ne trovano a bizzeffe, il punto è se c’è la volontà politica». Ma sul numero in edicola di «Oggi» di questa settimana c’è anche un lungo racconto del Renzi «segreto». Il neo segretario «era il più sveglio già da bambino», racconta Federica Morandi, compagna di banco delle elementari e oggi presidente del Consiglio comunale di Rignano. Stesso parere da parte del suo ex capo scout, Roberto Cociancich, poi presidente nazionale dell'Agesci e oggi senatore del Pd: «Matteo ha doti da leader. Lo vedremo crescere», scriveva negli anni '90 nella sua relazione sul giovane scout. «Era molto devoto. Fin da piccolo era abituato a coordinare i suoi coetanei: era lui che spiegava a tutti come e cosa dovevano fare. E se c'era lui, io ero tranquillo che tutto sarebbe stato a posto. Insomma, era già un piccolo manager», racconta monsignor Giovanni Sassolini, parroco di allora a Rignano sull'Arno, dove Renzi è cresciuto con babbo Tiziano, mamma Laura e i tre fratelli. A svelare i retroscena dell'infanzia di Renzi un articolo che racconta un ragazzino così sveglio da saltare la prima elementare per finire direttamente in seconda, appassionato di calcio e chierichetto affidabile e stimato. E il ritratto svela anche che fin da ragazzino Renzi non amava perdere, tanto che quando scendeva sul campo di calcio capitava che si portasse via il pallone perché non gli andava bene come erano state fatte le squadre. Unico neo del brillante futuro segretario, il fatto che pare avesse più voglia di dirigere che di fare: i suoi compagni scout l'avevano soprannominato «MatTeoria» riferendosi alla spigliatezza di Renzi nell'organizzare e nel dare disposizioni, salvo poi scansare la faticosa messa in pratica.
Matteo insiste a difendere le multinazionali: «No alla web tax»
Legge elettorale entro il 30 gennaio, tagli alle auto blu e un no assoluto alla nuova web tax. Matteo Renzi ieri è intervenuto in una diretta twitter con i suoi sostenitori e ha rilanciato i temi...
