La mazzata è arrivata alle 20.40, dopo nove interminabili ore di camera di consiglio. Per la sesta sezione penale della Corte d’appello di Napoli Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, è il capo della cupola che ha influenzato i risultati di molte partite di Serie A degli ultimi anni, falsato campionati, privato tifosi e sportivi dell’essenza stessa dello sport. La voce è debole ed esprime tutta l’amarezza per la decisione dei giudici di Napoli. «Due anni e quattro mesi. Non me l’aspettavo, non me l’aspettavo davvero», commenta Big Luciano al telefono con Il Tempo , pochi minuti dopo la lettura della sentenza alla quale non ha voluto essere presente. «Come fai ad aspettarti una cosa del genere?», si chiede ancora incredulo. Il disincanto un po’ guascone che caratterizza da sempre il personaggio in questi momenti non traspare. Eppure, anche in virtù delle frodi sportive passate in prescrizione, la condanna a cinque anni e quattro mesi inflitta in primo grado è stata fortemente ridotta: due anni e quattro mesi, mentre l’accusa aveva chiesto tre anni e un mese di reclusione. «Il fatto di dimezzare la condanna non cambia l’essenza della vicenda», commenta ancora Moggi che pensa già alle prossime mosse: «Adesso devo vedere cosa fare, dobbiamo capire come muoverci...». Maurilio Prioreschi, uno dei legali di Big Luciano, è sicuro che il procedimento si deciderà nel terzo grado di giudizio. «Faremo ricorso in Cassazione - ha annunciato ai microfoni di SkyTg24 dopo la lettura del dispositivo - riteniamo che faremo valere ulterioremente i nostri argomenti per smontare questa ipotesi della associazione a delinquere». Come detto, Luciano Moggi non era in aula. Eppure, ci tiene a sottolineare il suo avvocato, «era perfettamente consapevole che non sarebbe finita qui. Ha atteso il giudizio con grande serenità e la battaglia continua - conclude Prioreschi - Una battaglia iniziata otto anni fa e che va avanti. Ed è in Cassazione che cercheremo di vincere la guerra».
L’ex dg della Juve: non può finire così
La notizia l’ha buttato giù dalla sedia: «Non me l’aspettavo proprio» L’avvocato Prioreschi, uno dei legali: «Faremo ricorso in Cassazione»
