Politica

Il mondo del calcio trema ancora

Da Cremona parte una nuova inchiesta sulle scommesse clandestine

Il calcio italiano trema ancora una volta. La scossa ha il suo epicentro nel calcio-scommesse, un’indagine che ha portato a quattro arresti e ad indagare l’ex campione del mondo Rino Gattuso e l’ex biancoceleste Cristian Brocchi. La Mobile cremonese e lo Sco hanno eseguito le misure cautelari firmate dal Gip lombardo Guido Salvini e una serie di perquisizioni in alcune città nei confronti di 21 indagati. I fatti si riferiscono al 2011. Ma qualcuno aveva continuato a scommettere fino allo scorso campionato nelle due serie principali. Circa 30 partite di serie A truccate, una cinquantina anche in B e Lega Pro. E un «gruppo» era pronto a manipolare anche i prossimi Mondiali. A essere perquisite anche le abitazioni di Gattuso e Brocchi. Contro di loro, per i magistrati, c’è l'intensa corrispondenza con alcuni degli arrestati. In manette sono finiti due personaggi che la polizia stava seguendo da tempo, Salvatore Spadaro e Francesco Bazzani, le «eminenze grigie» indicate dai giocatori come l'anello di collegamento tra società e organizzazione di scommettitori. Avrebbero manipolato circa una trentina di partite di serie A, mentre gli altri due arrestati, Cosimo Rinci e Fabio Quadri (con la complicità di Spadaro), sono sospettati di aver «taroccato» i match di B e Lega Pro. La somma che Bazzani e Spadaro avrebbero chiesto per poter «controllare» le partite è di 600-700 mila euro. «La cifra - ha spiegato il procuratore di Cremona Di Martino - comprendeva il compenso per l'intermediazione e il denaro che serviva per oliare dirigenti e calciatori». Le decisioni si prendevano anche solo mezz'ora prima di entrare in campo, e questo giochino è andato avanti fino a pochi giorni fa. Di Martino spiega che il «Civ», parla di sei giocatori a cui sarebbero stati dati 25 mila euro a testa per una partita. All'allenatore ne sarebbero andati 70 mila euro. Ma non si sa a quale match si riferisca. Le ambizioni dei «mediatori» andavano oltre il campionato italiano: secondo quanto riporta il gip nell'ordinanza, nel settembre scorso, è stato sventato il tentativo di «truccare» anche i prossimi mondiali di calcio, con l'arresto di 14 persone a Singapore. Brocchi, all'epoca nella Lazio, ha avuto una fitta corrispondenza con Bazzani. Tra lui e il «Civ» «sono emersi 110 contatti». Contatti che, scrive il gip Guido Salvini nell'ordinanza «vanno dal 22 gennaio 2011 e si protraggono fino al mese di maggio». Per questi motivi Brocchi è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Quanto a «ringhio», scambi telefonici intensi anche tra lui e Bazzani, che, secondo Salvini, avvengono prima del fischio d'inizio delle partite Chievo - Milan, Milan - Lazio, Milan - Bari e Milan - Cagliari della stagione 2010/2011. Gli arresti sono stati eseguiti a Milano, Bologna, Rimini, Messina e hanno riguardato Salvatore Spadaro (detto «Il vecchio») e Francesco Bazzani (detto «Civ», legatissimo a Beppe Signori e ai bolognesi), detti anche «Mister X e Y». Arresti anche per Cosimo Rinci, team manager del Riccione calcio nonché in contatto con l'ex presidente dell'Ancona calcio Ermanno Pieroni (anche lui coinvolto nella prima fase dell'inchiesta) e Fabio Quadri, considerato il factotum dello stesso Spadaro.

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