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Mastella: «Io in croce per l’aereo. Sulla Boldrini tutti zitti»

Parla l'ex ministro, finito nella bufera nel 2007 per il viaggio a Monza: «Due pesi e due misure»

Mastella: «Io in croce per l’aereo. Sulla Boldrini tutti zitti»

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«Mi ricorda gli attacchi che ho subito per due anni, benché la situazione fosse diversa rispetto a quella della Boldrini».

Lei nel 2007, quando era ministro, andò a vedere il Gran Premio di Monza, con suo figlio, usando un volo di Stato...

«Sì ma io feci risparmiare gli italiani, a differenza della Boldrini».

Risparmiare?

«Ero ministro della Giustizia e il giorno dopo sarei dovuto andare con l’aereo di Stato, per motivi di sicurezza, a Brescia, dove dovevo risolvere una questione che opponeva i sindacati e il presidente del Tribunale. Decisi di partire un giorno prima, con l’aereo che avrebbe usato comunque il ministro dello Sport Rutelli che andava a dare un premio a Monza. Tra l’altro anch’io consegnai un premio. Mio figlio era ovviamente autorizzato. Il viaggio, dunque, non costò nulla. Eppure i giornali, soprattutto Repubblica e L’Espresso , fecero una campagna contro di me. Quando atterrai all’aeroporto militare mi fecero un vero e proprio servizio fotografico. Invece adesso Repubblica difende la Boldrini».

Due pesi e due misure...

«Sì. Tra l’altro non c’era motivo per cui la Boldrini partecipasse alla cerimonia per ricordare Mandela visto che per l’Italia era presente il presidente del Consiglio Letta. Se la Boldrini fosse stata capo della delegazione sarebbe stato tutto corretto e comprensibile ma in quel caso lei non lo era».

La presidente della Camera ha accusato di sessismo chi le ha chiesto spiegazioni.

«Ma quale sessismo, non c’entra niente. Anzi mi chiedo dove siano finiti i grandi giornalisti italiani che mi hanno attaccato e umiliato per la vicenda di Monza. Perché adesso non scrivono niente sulla Boldrini o, addirittura, la difendono sostenendo che il mio caso era diverso? Semmai era diverso nel senso che io, lo ripeto, ho fatto risparmiare lo Stato a differenza della presidente della Camera».

Il suo viaggio finì al Tribunale dei ministri.

«Esatto. E alla fine sono stato prosciolto».

E la Corte dei conti?

«Ovviamente ha valutato se ci fosse un aggravio per le casse pubbliche e ha concluso che non c’è stato».

Faranno lo stesso anche per la Boldrini?

«Non lo so. So soltanto che ho fatto le stesse cose di tanti ma sono sempre stato penalizzato, indagato, segnalato. All’epoca anche alcuni miei colleghi chiedevano le mie dimissioni».

Le accuse contro di lei furono dunque funzionali alla lotta politica?

«Strumentali e basta. Dovunque andavo mi chiedevano conto dell’aereo di Stato usato per arrivare a Monza».

Adesso lei è eurodeputato, pensa di tornare nel Parlamento italiano?

«Se mi candideranno alle prossime elezioni politiche, io ci sarò. In caso contrario resterò al Parlamento europeo a occuparmi dei problemi dell’Italia».

Se tornerà ricominceranno le accuse...

«Lo so, lo so. Le fronteggerò, come al solito».

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