Nel 1980 le Brigate Rosse avevano in programma una strage in un aeroporto italiano? La Stasi, il servizio segreto dell’ex Germania est, lo riteneva possibile. Il Sismi, si scopre ora, pure. A dimostrare l’interesse degli 007 d’oltrecortina è un’informativa del 23 ottobre 1980 scoperta dal bravo Antonio Selvatici negli archivi di Berlino e pubblicata nel libro Chi spiava i terroristi . La notizia dell’attentato era stata acquisita dagli uffici dell’antiterrorismo della Germania ovest, evidentemente spiati dai cugini. Secondo la Stasi, le Br di Mario Moretti e taluni appartenenti all’eversione tedesca sarebbero stati intenzionati a far esplodere un aereo proveniente dalla Libia, facente scalo in Italia e diretto in Francia. Ma l’attentato del novembre 1980 non ebbe luogo e di esso nessun terrorista pentito ha mai riferito alcunché. Legittimo, quindi, che i ricercatori più avveduti e lo stesso Selvatici ci siano andati cauti. Adesso, però, è stata effettuata una scoperta clamorosa che impone nuove e più approfondite riflessioni. Nei primi anni Ottanta, il magistrato romano Domenico Sica condusse la nota istruttoria sulle deviazioni del Sismi. Agli atti del processo vennero acquisiti un appunto e un altro documento senza intestazione, rimasti a lungo inosservati. Il loro contenuto coincide sorprendentemente con quello dell’informativa della Stasi. L’appunto-Sismi è del 27 ottobre 1980, il documento ad esso collegato non indica alcuna data. Con essi si riferisce che da una fonte attendibile è stata acquisita la notizia di un attentato all’aeroporto romano di Ciampino, inizialmente previsto per il 4 novembre successivo. A compierlo sarebbero state le Brigate Rosse in combutta con terroristi stranieri. Anche in tal caso s’identifica in Mario Moretti l’ideatore del piano, mentre i complici delle Br sarebbero francesi e non tedeschi come sostenuto dalla Stasi. Nei documenti del Sismi si specifica altresì che il piano sarebbe naufragato per via dell’arresto, avvenuto in Francia nel settembre precedente, di due elementi di Action Directe: Nathalie Ménigon e Jean-Marc Rouillan. L’aereo oggetto dell’attentato avrebbe dovuto ospitare importanti autorità politiche ed economiche dirette in medio oriente e non in Francia, come ipotizzato invece dagli agenti segreti della Germania comunista. Il piano stragista, commissionato dal regime libico, sarebbe stato realizzato con l’obiettivo di dirottare le responsabilità verso il governo egiziano sgradito a Gheddafi. Per questo sarebbero stati lasciati nell’aereo, per depistare, alcuni passaporti egiziani. Anche i documenti del Sismi vanno valutati con cautela perché è di quel periodo l’attività inquinante delle barbe finte militri. Nel caso in esame, tuttavia, alcuni interrogativi appaiono d’obbligo. In primo luogo perché l’appunto del 26 ottobre 1980 non sembrerebbe aver ricevuto un utilizzo esterno al Sismi, requisito questo del tutto indispensabile per ricondurlo ad attività d’inquinamento. Inoltre, la coincidenza sostanziale con un’informativa, anch’essa a uso esclusivamente interno, custodita dall’efficientissimo servizio segreto di un paese nemico, rende la questione molto più complessa. Tali documenti, in maniera convergente, descrivono un quadro eversivo conforme a quello ipotizzato proprio di recente da molti ricercatori. Le Br di Moretti avrebbero agito all’interno di una più ampia rete internazionale non priva, a livello di vertice, di rapporti sinergici con alcuni paesi interessati alle strategie del terrore. Il presunto attentato all’aeroporto di Ciampino sembrerebbe costituire un esempio paradigmatico della tesi in questione. Esso, infatti, sembrerebbe inserirsi in un pericoloso contenzioso internazionale, effettivamente occorso proprio nel 1980, che vedeva in Italia, Francia, Egitto e Libia alcune delle nazioni protagoniste. Le informazioni sin qui sviluppate vanno prese per quelle che sono e maneggiate con cura in assenza di ulteriori riscontri e incroci convergenti. Ma le alternative logiche non sembrano poi molte. O si trattò di una notizia infondata, forse addirittura inquinante, diffusa dagli apparati di sicurezza occidentali e abilmente intercettata dai loro nemici dell’est. Oppure la coincidenza tra le opposte informative cela qualcosa di più inquietante. In tal caso sarebbe rimasto sconosciuto, per oltre tre decenni, un clamoroso piano stragista organizzato dai vertici delle Br morettiane di concerto con i loro più attrezzati complici internazionali. Spetta alla ricerca storica il compito per nulla agevole di sciogliere l’enigma dell’attentato all’aeroporto di Ciampino del novembre 1980, l’anno di Ustica e della strage di Bologna.
Le Br volevano abbattere un aereo
Documenti degli 007 dell’ex Germania dell’Est e del Sismi concordano. L’attentato previsto nel 1980 a Ciampino insieme a terroristi stranieri
