Torna Klose e s'abbracciamo. Dopo cinquanta giorni la Lazio torna alla vittoria, era il 27 ottobre e allo stadio Olimpico c'era il Cagliari. Anche quel giorno finì 2-0, il tedesco firmò un gol e si procurò il rigore del raddoppio. Col Livorno la doppietta del Panzer dà respiro e fiducia ai biancocelesti, Vlado si tiene un po' più stretta la panchina, la Lazio conquista tre punti come l'ossigeno. Prima della partita il corteo della Curva Nord al grido «liberate i nostri fratelli», sostegno e solidarietà per i ragazzi ancora in carcere a Varsavia; poi non mancano i fischi alla lettura della formazione biancoceleste, i tifosi sono stanchi di perdere. Col 4-2-3-1 Petkovic cambia ancora una volta le carte in tavola, dal primo minuto Dias al fianco di Cana ed Ederson con Onazi in panchina. Centrocampo di qualità con Biglia ed Hernanes, che si becca un'ammonizione inesistente e salterà l'ultima del 2013 col Verona perché diffidato. Col Livorno dentro o fuori per Vladimir Petkovic, il suo futuro sembra passare per i piedi di Klose: torna dal primo minuto il tedesco dopo la lussazione alla spalla e le polemiche, firma una doppietta che fa riprender fiato a una Lazio moribonda. Prima al 19' apre le marcature servito da Candreva, infila alle spalle di Bardi in ribattuta. Poi neanche dieci minuti dopo sul tiro di Hernanes è il difensore del Livorno Emerson a servire il gol al Panzer su un piatto d'argento. Nella ripresa Biava sostituisce uno Cana acciaccato mentre Perea entra per Ederson più produttivo del solito su tutto il fronte d'attacco. Prova il Livorno a rialzare la testa ma la Lazio continua il suo pressing seppur con meno convinzione che nel primo tempo, i toscani si fanno vedere di più in avanti ma Marchetti mantiene i guantoni immacolati. Qualche problema fisico per Dias lo costringe al cambio con Ciani, Konko stringe i denti dopo il fallaccio di Duncan. Porta la firma di Candreva il vero brivido a dieci minuti dalla fine, in contropiede scarica un siluro dritto sul portiere. Soffrono, ma neanche troppo, nel finale i biancocelesti sempre attenti ad arginare il Livorno. «Mi sento sollevato, abbiamo dominato e meritavamo anche qualche gol in più. Complimenti ai ragazzi, non era facile e avevamo tutto da perdere - spiega Petkovic al termine della partita - Finalmente ho visto una squadra arrabbiata, ma non avevo dubbi che i ragazzi avrebbero dato tutto, una vittoria importante a livello morale. Questo vale anche per l'ultima partita dell'anno». Finalmente un sorriso sul volto del tecnico di Sarajevo, glielo regalo quel tedesco sempre decisivo: «Klose ha lo spirito giusto, non lo scopriamo oggi il suo valore aggiunto e il suo supporto per la squadra. Con un campione come lui è tutto più facile». È tutto più facile, è tutto più stabile, soprattutto quella panchina così traballante. Una sconfitta col Livorno avrebbe compromesso definitivamente il suo futuro, i tre punti calmano le acque: «Vivo alla giornata, con impegno e professionalità, magari resterò qui per altri dieci anni». Poi un commento in chiosa sull'esclusione tra i convocati di Keita. Provvedimenti disciplinari dopo la lite con Radu o scelta tecnica: «» stata una scelta tecnica, conta il gruppo e non il singolo. Non importa se sia giovane o meno, star o non star - conclude Petkovic - C'è stato qualche problemino ma da domani si mischiano di nuovo le carte».
Dopo 50 giorni è di nuovo vittoria
Petkovic: «Mi sento sollevato, abbiamo dominato e meritavamo più di due gol»
