Politica

«Finirò il libro su Craxi in carcere»

L’affermazione shock di Berlusconi: il nostro Paese non è una democrazia «Bettino è stato un uomo giusto, buono, sincero, generoso. Anche troppo»

«Bettino Craxi era il contrario di quanto si poteva capire dalla stampa e non mi ha mai chiesto nessun finanziamento», parola di Silvio Berlusconi, e ancora: «Craxi era un uomo giusto, buono, sincero, generoso, fin troppo». Ieri il cavaliere era a Roma, alla presentazione del saggio: «Bettino Craxi dunque colpevole», di Nicolò Amato. «Ho letto solo le prime trenta pagine del libro - ha detto l’ex premier - il resto mi riservo di leggerlo mentre sarò in galera, che avrò molto tempo». Silvio Berlusconi durante l’appuntamento romano, alla presenza di Stefania Craxi, che gli ha regalato un vaso fatto realizzare dal padre dal profetico nome: «L’Italia che piange», non ha mancato, per l’occasione, di parlare del passato, ma soprattutto del presente e del futuro. «Una volta, ad Arcore Craxi mi parlò delle difficoltà di bilancio del suo partito - ha ricordato il Cav - Io gli offrii aiuto, ma lui rifiutò categoricamente». Poi Hammamet: «Era un esilio di dolore e indignazione. Definirla latitanza è un’infamia. Anch’io, quando ho ricevuto la condanna Mediaset, ho perso il sonno, non sono riuscito a uscire di casa per un mese». Dice anche di aver «sentito tante persone che vogliono lasciare il Paese». Ma lui non lo farà: resto qui a lottare. «Perché non solo non darei una fine decorosa alla mia avventura umana, ma sarei anche colpevole nei confronti di coloro che mi hanno dato il voto - ha aggiunto il Cav - sento di avere la possibilità di convincere i nostri concittadini che abbiamo ancora molte chance di cambiare la situazione e di fare del nostro Paese un Paese civile e democratico». «Penso - ha aggiunto - di avere ancora molte chance per cambiare il Paese e farne un Paese libero, dove i cittadini non debbano subire quello che ho subito io». «L’unica soluzione per fare una riforma vera della Giustizia, è quella che si mettano insieme tutte le forze del centrodestra per fare una campagne di comunicazione, di convincimento per far votare gli elettori in modo compatto per un solo partito. Se non ci sarà un evento di questo genere, continueremo ad essere un povero Paese dove i colpi di Stato sono sempre possibili».

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