Politica

Abolito il finanziamento pubblico ai partiti

Si dà vita a un sistema basato sulla volontarietà (2x1000) da parte dei cittadini. Ma a Grillo non basta

"Da oggi l'abolizione del finanziamento ai partiti è legge dello Stato, abbiamo mantenuto la promessa che avevamo fatto". Lo afferma il premier, Enrico Letta, al termine del Consiglio dei ministri. Letta ha aggiunto che si tratta del testo approvato dalla Camera senza una parte che non può stare nel decreto ovvero la delega. Ad aprile lo avevano annunciato che tra le priorità c'era l'abolizione dell'attuale regime dei contributi e dei rimborsi ai partiti e hanno mantenuto la promessa. Si dà vita a un altro sistema basato sulla volontarietà (2x1000) da parte dei cittadini. Nel Dl è presente anche l'obbligo di certificazione esterna dei bilanci. Ma a Beppe Grillo non basta e rincara la dose. "Basta con le chiacchere Enrico Letta. Restituisci ora 45 mln di euro di rimborsi elettorali del Pd a iniziare da quelli di luglio". Rilancia l'hashtag #bastaunafirma. Basta con le chiacchere @enricoletta. Restituisci ORA 45 mln€ di rimborsi elettorali del pd a iniziare da quelli di luglio. #bastaunafirma — Beppe Grillo (@beppe_grillo) 13 Dicembre 2013 "Questa legge è una presa in giro sfacciata e colossale. Passata sulla stampa di propaganda del governo come Abolizione del finanziamento pubblico" scrive sul suo blog. Per il Movimento Cinque Stelle c'è altro. "Continuerete a pagare, come prima e persino più di prima. Cosa ancora più grave, questa legge consegna ufficialmente la politica nelle mani dei grandi potentati economici, delle lobby e persino delle associazioni criminali che sono sempre alla ricerca di nuovi e più redditizi canali di riciclaggio del denaro sporco". Ecco come funziona secondo i pentastellati: 1- Non sono tutti uguali. Ci sono partiti che possono iscriversi nell'apposito registro e accedere al finanziamento e partiti o movimenti politici che non possono (indovinate chi? Per fortuna, dei soldi ce ne infischiamo). 2- A pagare continua a essere lo Stato. Entrando in vigore nel 2014, i partiti continuano a ricevere dallo Stato 91 milioni di euro il prossimo anno. Cinquantaquattro milioni nel 2015. QUarantacinque nel 2016 e circa trentasei nel 2017. A queste somme si aggiungono le donazioni dei cittadini così si fa stecca para pé tuttì. 3- I cittadini possono devolvere il 2 per mille dell'Irpef ai partiti. Anche in questo caso pagano tutti, perché le minori entrate nelle casse dello Stato devono essere coperte da quelli che non donano con le solite tasse. Non solo: lo Stato istituirà un fondo apposito che coprirà tutte le donazioni che i cittadini si guarderanno bene dal fare. Sia mai che i partiti ci rimettano!. 4 - Il Paese in mano alle lobby: 300mila euro all'anno per le persone fisiche e 200mila euro annui per le persone giuridiche sono i tetti per le donazioni liberali. Grillo parla di legge truffa. Sanzioni se si supera tale limite? Una multa. Se non la si paga, il partito perde il gettito del 2 per mille per i tre anni a seguire. I partiti possono donare quanto vogliono ad altri partiti, così le coalizioni diventano patti d'acciaio firmati sugli assegni. 5- I benefici si allargano alla platea di partiti che si riferiscono a un gruppo parlamentare già costituito: così, chi fonda un partito oggi a elezioni avvenute (avete qualche idea? noi sì) o partitucoli di voltagabbana avranno comunque garantiti i quattrini. 6- Trasparenza e sanzioni per irregolarità? Dimenticate. Non presentano il bilancio? Succede nulla. Niente verbali e relazioni? Nulla. Dove vanno a finire i nostri soldi ai partiti? Ancora e sempre nel misterioso buco nero. 7- Chi effettua donazioni ai partiti può beneficiare di sgravi fino al 52%. E chi copre queste minori entrate per le casse dello Stato? Cominciate a tirar fuori i portafogli. Grillo cita il film Romanzo Criminale che ripercorre la storia della Banda della Magliana. Scrive ironicamente: "Stecca para per tutti". Finanziamento pubblico ai partiti: "stecca para pè tutti" #leggetruffa: http://t.co/t6VzAhofqn — Beppe Grillo (@beppe_grillo) 13 Dicembre 2013 L'abolizione del finanziamento lo aveva reso noto, di prima mattina, lo stesso Enrico Letta tramite twitter. Retwittato tra l'altro, in segno di consenso, da Matteo Renzi. Nel post il presidente del Consiglio aveva scritto: "Avevo promesso ad aprile l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti entro l'anno. L'ho confermato mercoledi'. Ora in Cdm manteniamo la promessa". Non si è fatta attendere la risposta dell'alleato Gaetano Quagliariello del Nuovo Centrodestra. Sempre tramite il social network ha fatto sapere: "E una è andata: abolito finanziamento pubblico dei partiti! Ora avanti con la riduzione del numero dei parlamentari #eccoifatti". Segue un altro tweet mentre è ancora in corso il Consiglio dei ministri. Lo scrive il vice premier Angelino Alfano: "In Cdm abbiamo appena abolito il finanziamento pubblico ai partiti. Per decreto. Impegno mantenuto". Avevo promesso ad aprile abolizione finanziamento pubblico partiti entro l'anno.L'ho confermato mercoledì.Ora in cdm manteniamo la promessa. — Enrico Letta (@EnricoLetta) 13 Dicembre 2013

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.