Si accelera. A maggioranza i capigruppo della commissione Affari Costituzionali del Senato hanno deciso per il passaggio alla Camera della legge elettorale. Fondamentale il voto favorevole di Sel, Pd, e Movimento Cinque Stelle. Qesto significa che si avvia l'iter di riforma tanto atteso. Oggi, alle 18:00, si terrà un incontro tra i presidenti delle Camere per trovare un accordo sulla calendarizzazione. Si deve fare presto. Renzi freme e dichiara: "È assolutamente fondamentale che il gruppo dirigente politico sia consapevole che non possiamo scegliere se fare o no la riforma elettorale. Va fatta. E presto. E così le altre riforme. Sono priorità assolute per cui non c'è un minuto da perdere". La legge elettorale continua a tenere banco nell'agenda politica, ma sembra che qualcosa si muova sul serio questa volta. Fresco di colloquio con il Quirinale, questa mattina il neo segretario Pd fa capire chiaramente ad Alfano che è necessario andare avanti per superare il cosiddetto Consultellum, quello che rimane della legge Calderoli dopo la sentenza della Corte Costituzionale. Da qualche settimana si stava parlando di trasferire i lavori di stesura del provvedimento alla Camera, dove una maggioranza più solida nei numeri consentirebbe il superamento dell'impasse. Ancora distanti le posizioni delle forze politiche: il Pd pare ancora diviso tra chi vuole andare a votare presto e chi invece punta su un governo stabile. Il Nuovo Centrodestra parla attraverso il ministro Gaetano Quagliariello: "Il vero nodo è che se un governo c'è e ha una sua maggioranza, allora è la maggioranza che si deve mettere d'accordo sulla legge elettorale". Fissa una dead line: "Nei prossimi 10-15 giorni questa maggioranza o trova un accordo su legge elettorale e sulle riforme istituzionali o va in crisi e ognuno si prenderà le sue responsabilità. Questa maggioranza deve presentare una sua proposta e presentarla all'opposizione, ma entro 15 giorni deve chiarirsi le idee e fare la sua proposta su legge elettorale, bicameralismo, riduzione del numero dei parlamentari". Afferma che se questo non accade, ne trarrà le conseguenze di fronte agli italiani. "Diciamo che abbiamo tempo fino a subito dopo la Befana", conclude. Non si fa attendere la risposta del renziano Dario Nardella: "Il ministro Quagliariello non è in condizione di fare diktat al più importante partito italiano e al partito di stragrande maggioranza di governo". Una cosa è chiedere legittimamente una attenzione preferenziale al confronto nell'esecutivo, altro è escludere a priori le altre forze parlamentari dalla riforma della legge elettorale che per definizione rappresenta le regole del gioco. E le regole del gioco riguardano tutti coloro che giocano". Categorico il M5S, che è d'accordo a trasferire i lavori alla Camera, ma che non ne vuole sapere di una nuova legge. Forza Italia è schierata compattamente nel partito dell'urna, forte dei sondaggi e preoccupato che si possa chiudere la finestra di primavera. Berlusconi, intanto, annuncia che le elezioni potrebbero tenersi in concomitanza con le europee. "Pessimo inizio della gestione Renzi del Pd" fanno sapere in una nota congiunta il vicepresidente vicario di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini e il vicepresidente di Forza Italia al Senato, Donato Bruno. "Il colpo di mano che trasferisce l'esame della legge elettorale dal Senato alla Camera certifica lo sbandamento della maggioranza di governo e l'irrilevanza di Scelta Civica e del Nuovo Centro Destra. Con due effetti ancora più devastanti per il Paese: la nascita di una nuova maggioranza formata da Pd-Sel-Movimento 5 Stelle".
Legge elettorale: si accelera l'iter di riforma
Renzi avverte di fare presto. Quagliariello: "Accordo su riforme entro la Befana o si torna a votare"

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