Politica

La pacchia è finita. Forse

di Gian Marco ChiocciAvete votato e chiesto di far votare Cuperlo alle primarie? Bene. Adesso so' cavoli vostri. In estrema e brutale sintesi la reazione di Renzi all’impegno della Cgil nello...

Avete votato e chiesto di far votare Cuperlo alle primarie? Bene. Adesso so' cavoli vostri. In estrema e brutale sintesi la reazione di Renzi all’impegno della Cgil nello sponsorizzare ai gazebo il candidato d’apparato pd, non s’è fatta attendere. L’avviso ai naviganti il sindaco di Firenze l’ha lanciato nel suo primo discorso da segretario quando s’è rivolto all’organizzazione di Susanna Camusso e alle sue consorelle come la Spi-pensionati pazze di Cuperlo: «In un Paese civile - ha tuonato Matteo - non deve bastare l'iscrizione a un sindacato per fare carriera e anche il sindacato deve cambiare con noi». La sacrosanta battaglia per un sindacato meno «casta» e meno costoso, dunque più improntato alla trasparenza e alla sobrietà, Renzi l’ha avviata da tempo. E nel ribadire ogni due per tre che il suo Pd non si farà dettare la linea dalla Cgil, a un certo punto se n’è uscito così: «Non è possibile avere tutto questo numero di persone che usufruisce di permessi sindacali». Detto, fatto. Un fedelissimo di Matteo, Dario Nardella, ha presentato un emendamento alla legge di stabilità incentrato sulla sforbiciata del 90 per cento dei permessi sindacali ai dipendenti pubblici per destinarli al fondo per i malati di Sla. Il risparmio secco ammonterebbe a più di 100 milioni di euro. Una gran bella iniziativa. Peccato però che il vecchio Pd ha alzato la voce e il nuovo Pd s’è subito adeguato chiedendo a Nardella di abbassarla. Il nuovo che avanza, il vecchio che ritorna. Siamo alle solite, è il solito Pd.

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