Politica

«Nel 2014 Marino al bivio dovrà abbassare l’imposta»

Sforza Fogliani rivela cosa accadrà con l’arrivo della Tasi

«Il sindaco Marino nel 2014 sarà di fronte a un bivio: se vuole applicare la Tasi, l’imposta sui servizi indivisibili, deve abbassare l’Imu sugli immobili. Non ha scelte, lo prevede la legge di Stabilità». Il presidente della Confedilizia rivela a Il Tempo un aspetto finora ignorato della nuova tassazione immobiliare. Il sindaco della Capitale sarà quindi cstretto a fare marcia indietro? «La legge di Stabilità prevede che la somma di Imu e Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, non possa superare il 10,6 per mille. Il governo aveva cercato nella proposta di disegno di legge di fissare la soglia massima all’11,6 per mille ma l’aveva fatto in modo subdolo. Noi ce ne siamo accorti e siamo riusciti a ottenere che il tetto fosse fissato al 10,6 per mille. Questo significa che l’anno prossimo o il Comune di Roma abbasserà l’Imu, trasferendo tale quota alla Tasi o se vorrà mantenere l’aliquota del 10,6 per mille per l’Imu, non potrà applicare la Tasi. Non applicare l’imposta sui servizi significa favorire gli inquilini perchè la Tasi è pagata anche da costoro pur in percentuale minima mentre l’Imu è a carico dei proprietari». Quali conseguenze sul mercato immobiliare da questa batosta fiscale? «Conseguenze gravissime. Il mercato si basa sulla redditività o meno del bene. Se si diventa proprietario di qualcosa gravato da un’aliquota alta è chiaro che l’incentivo alla proprietà viene eliminato. Non avere istituito una vera service tax come il governo aveva previsto e deciso ad agosto prima della svolta politica dei mesi successivi, comporta un onere notevole per la proprietà immobiliare». I romani saranno colpiti anche nella formula del comodato d’uso. «Non è giusto colpire tutti i comodati solo perchè c’è il dubbio che qualcuno lo fa come stratagemma». Cosa accadrà per chi è in affitto nella Capitale? «Dipende da cosa vuol fare il Comune per il 2014. Se sceglie di applicare l’Imu al 10,6 per mille e di non applicare la Tasi, significa che vuole colpire i proprietari e gli investitori perchè sceglie di gravare solo sulla proprietà e non sugli utilizzatori dei servizi. Questo è facilitato dal fatto che non c’è una vera service tax ma una Tasi che è un’Imu bis». In che senso la Tasi è un’Imu bis? «La Tasi così come è stata formulata non è collegata al beneficio che si trae dai servizi indivisibili ma ha l’identica base imponibile dell’Imu con aliquote diverse ma con lo stesso meccanismo». Che impatto c’è sull’andamento delle compravendite e delle costruzioni? «Quando ad agosto il premier aveva deciso di varare una vera service tax, vi era sato un consolidamento dei sintomi di ripresa che si erano manifestati in primavera. Quando a metà ottobre è stata presentata la legge di Stabilità con un voltafaccia del governo che ha messo un’Imu bis, gli investitori si sono raffreddati perchè hanno capito che si tassava nuovamente la proprietà. La tassa sui servizi deve essere al massimo pari al costo dei servizi mentre nell’Imu c’è c’è solo un massimo rappresentato dalla volontà del legislatore che può aumentare questo livello quando vuole, a sua discrezione». Siamo di fronte a un’altra patrimoniale? «Il grande voltafaccia di questo governo è stato di rinunciare a una vera tassa sui servizi per aggiungere un’altra patrimoniale oltre all’Imu». Che accadrà con la detrazione della mini Imu dalla Iuc, la nuova imposta comunale sugli immobili? «Siamo di fronte ancora a un emendamento. Secondo me, qualora lo approvassero non avrebbe nessun effetto. Non ci sarà nessun Comune che farà la scelta di applicare la detrazione».

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