Il governo guidato da Enrico Letta ha incassato la fiducia del Parlamento. Alla camera ha ottenuto 379 sì, 212 no e 2 astenuti. Lo scorso 2 ottobre i sì erano stati 435. In Senato i sì sono stati 173, i no 127. IL DISCORSO DEL PREMIER Intervenendo questa mattina in Aula a Montecitorio, Letta aveva riservato un duro attacco a Grillo e aveva rilanciato l'impegno a giungere in tempi brevi all'approvazione delle riforme istituzionali, riaffermando il ruolo centrale del Parlamento. Per quanto riguarda il leader del Movimento 5 Stelle, il presidente del Consiglio ha detto: "Fanno a pezzi la democrazia rappresentativa e incitano all'insubordinazione. Questo parlamento repubblicano e le istituzioni esigono rispetto in periodi così amari". Il premier ha altresì ribadito la "fedeltà indiscussa" ai valori repubblicani delle forze dell'ordine, riferendosi alla vicenda dei Forconi. "Sono qui a chiedere la fiducia per un nuovo inizio", ha proseguito. Letta, che la chiederà in Senato oggi pomeriggio a partire dalle 16, ha aggiunto che "la trasformazione politica in questi ultimi 7 mesi è la più radicale di tutta la seconda repubblica". "C'è un prima e un dopo - ha detto - e poi una storia da scrivere. Lo può e lo deve fare il Parlamento, pena la condanna alla paralisi. Oggi la coalizione è diversa, ma più coesa e nelle prossime settimane proporrò un patto di governo per il 2014 che da adesso in poi chiamerò Impegno 2014". "Il 2 ottobre – ha continuato - a dispetto del voto finale mi sono rivolto a una nuova maggioranza politica, meno larga ma più coesa negli intenti". Per quanto riguarda le riforme, Letta ha detto: "Rivendico la positività del governo nei primi sei mesi, nei quali ho lavorato con dedizione nonostante aut aut e minacce da cui ho cercato di tenere il governo al riparo, ora il grande obiettivo entro il quadro tempistico dei 18 mesi è di avere istituzioni che funzionino e una democrazia più forte e più solida". Nella sua agnda, una priorità fra tutte: l'abolizione delle province. BAGARRE IN AULA FRA MOVIMENTO 5 STELLE ED ENRICO LETTA Durissima reazione dei deputati M5S verso Enrico Letta quando il premier li ha ripresi sul tema dei giornalisti. Riccardo Nuti ed altri si sono alzati ed hanno inveito urlando mentre dai banchi del Pd si applaudiva e si urlava "fascisti, fascisti". Il Pd in piedi ha applaudito Letta quando ha detto che è inaccettabile dare del disonesto a chicchessia. Nuti aveva respinto gli attacchi di Letta a M5S per le critiche alla stampa ("Essere giornalista significa essere indipendente e non scrivere sui giornali di partito, significa dire il vero e non offendere e scrivere il falso", sostiene), ma anche sulla lettera di Grillo alle forze dell'ordine. "Chi devono difendere? Le istituzioni corrotte o i cittadini onesti?". E, ricordando la sua origine da un quartiere popolare di Palermo, sostiene che Davide Faraone, da poco nominato nella segreteria del Pd da Matteo Renzi, "è stato visto andare in casa di un pregiudicato e durante le primarie prometteva posti di lavori in cambio di voti". Non mancano gli attacchi al ministro della Giustizia Cancellieri ed al viceministro Vincenzo De Luca "che quando lo buttate fuori è sempre tardi". Immediata è stata la replica del premier: "Pensavo che le accuse di Grillo ai giornalisti Oppo e Merlo fosse una gaffe e immaginavo che si finisse ed invece vedo, collega Nuti, che lei ha rilanciato che o i giornalisti scrivono le cose che vi piacciono o vengono messi alla gogna. E' inaccettabile. Esprimo solidarietà al collega Farane per le cose ingiuriose dette qui dal collega Nuti. Questa logica della delazione e accusa è inaccettabile. Che cosa dovrei fare io che ogni mattina leggo sui giornali le cose più strampalate, incredibili, scorrette e ingiuste dal mio punto di vista? Ma, caro collega Nuti, è il mio punto di vista e c'è una differenza di fondo perché se lei ritiene che un giornalista leda le regole delle nostre istituzioni può rivolgersi alla magistratura, tutto il resto fa parte del normale dibattito politico e democratico".
Letta: "Non permetteremo che l'Italia sprofondi"
Il premier incassa la fiducia della Camera con 379 sì e 212 no. Nel suo discorso duro attacco a Grillo e una certezza: "Sarà un nuovo inizio"
