Hanno viaggiato alla velocità della luce, sul web, i video che immortalano poliziotti e carabinieri nell'atto di togliersi i caschi nel bel mezzo della protesta dei "forconi", la macedonia umana che ieri, in gran parte d’Italia, ha mischiato disoccupati, camionisti, ultras, estremisti, precari e studenti e un’altra decina di sigle di arrabbiati. Tutti uniti per chiedere lavoro e per protestare contro il Governo. A Genova e Torino i momenti di maggiore tensione. Nel capoluogo piemontese ci sono stati anche corpo-a-corpo tra manifestanti e forze dell'ordine, preludio a un colpo di scena assolutamente inaspettato. Improvvisamente, infatti, i siti d'informazione e i blog di approfondimento sono stati inghiottiti dalla gigantesca macchina della propaganda peace&love. Su Internet è fiorito di tutto. Frasi come "Ecco i poliziotti che si tolgono il casco in segno di solidarietà", oppure: "Il bacio del carabiniere alla manifestante", e ancora: "Gli agenti rispondono al saluto romano togliendosi il basco" sono state gettonatissime. Peccato che fosse tutto un enorme equivoco. Ma andiamo con ordine. Il primo episodio si è verificato, ieri mattina, in corso Bolzano a Torino. Poco prima il contingente di polizia presente nella zona era intervenuto per impedire a una cinquantina di manifestanti, armati di pietre, di fare irruzione negli uffici dell'Agenzia delle Entrate e di danneggiarne le vetrine. Una volta respinta la protesta, gli agenti in servizio si sono tolti il casco su disposizione del funzionario responsabile. Non l'avessero mai fatto. Il senatore democrat, Stefano Esposito, lo ha promosso a gesto "altamente simbolico" finalizzato "ad abbassare la tensione". Tra i più lesti a smanettare sul pc i giovani del Movimento 5 Stelle e il loro leader Beppe Grillo che, sul suo blog ufficiale, si è detto certo che i "poliziotti in piazza si sono tolti il casco per solidarietà al grido dei manifestanti "Siete come noi" e "Bravi ragazzi"". Grillo è andato addirittura oltre, affermando che "sono i gesti di cui abbiamo bisogno. Le forze dell'ordine provengono dal popolo di cui fanno parte". Non siamo ancora a Pasolini che declamava: "Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano". Ma ci siamo molto vicini. Il leader pentastellato, già un anno fa, aveva preparato il campo scrivendo un lungo post in cui ammoniva: "Togliti il casco e abbraccia chi protesta, cammina al suo fianco. È un italiano, un'italiana come te, è tuo fratello. È tua sorella, qualche volta… un padre che ha sputato sangue per farti studiare. Sarà un atto rivoluzionario". Il secondo episodio è accaduto a Genova, dove una decina di carabinieri che presidiava l'ingresso della Prefettura a Genova, ha acconsentito alla richiesta del movimento di protesta di togliersi i caschi. Ci sono stati cori all'indirizzo delle forze dell'ordine ("siete sfruttati come noi"), poi sono partiti gli applausi. Stesse reazioni zuccherose. A cascarci, è proprio il caso di dire, anche il sindacato Ugl attraverso le parole del segretario nazionale di categoria Valter Mazzetti: "Condividiamo e plaudiamo al gesto di quei poliziotti che si sono tolti i caschi in segno di solidarietà con quella parte dei manifestanti che ha pacificamente mostrato il proprio disagio per la grave crisi che attraversa l'Italia". Perché "riteniamo altamente simbolico il gesto degli appartenenti alle forze dell'ordine che si sono tolti i caschi perché ciò rappresenta la condivisione da parte dei poliziotti, in quanto cittadini in divisa, dei forti disagi che la crisi economica sta provocando alle famiglie italiane". Un idillio spezzato dalla nota della polizia che ricondurrà il tutto al venir meno le "esigenze operative che avevano imposto l'utilizzo" del casco. Quindi, nessuna manifestazione di solidarietà coi manifestanti. Si tratta, più semplicemente, di un "comportamento da considerare ordinario e correlato" all'affievolimento dello "stato di tensione e delle esigenze di ordine pubblico". Doccia gelata sull'entusiasmo dei "forconi" sull'inaspettata alleanza coi tutori dell'ordine. "A tale gesto non appare possibile, pertanto, riconnettere significati non attinenti alle regole d'impiego dei dispositivi individuali di protezione e, tantomeno, di condivisione delle istanze dei manifestanti". Così è, se vi pare.
Grillo applaude i poliziotti. Per demagogia
Lo scontro con i forconi si abbassa e gli agenti si sfilano i caschi. E il web impazzisce: «Le forze dell’ordine vicine ai manifestanti»
