Politica

Braccio di ferro per le Province

A due giorni dal voto di fiducia al Governo Letta, che sancirà ufficialmente la nuova maggioranza senza più Forza Italia, alla Camera, in capigruppo, si assiste ad un assaggio del clima di tensione....

A due giorni dal voto di fiducia al Governo Letta, che sancirà ufficialmente la nuova maggioranza senza più Forza Italia, alla Camera, in capigruppo, si assiste ad un assaggio del clima di tensione. A scatenare la lite è la richiesta dell'esecutivo di accelerare sul ddl per l' abolizione delle Provincei. Tutte le opposizioni (vecchie e nuove), da Fi a Sel, dalla Lega a M5s a Fratelli d'Italia, insorgono sottolineando che un anticipo delle votazioni sul ddl Province rallenterebbe i lavori sulla legge di stabilità, visto che la commissione Bilancio non potrebbe riunirsi con votazioni in corso in aula. Pd, Ncd, Scelta civica-Udc si schierano invece con il governo, accusando le opposizioni «di voler rallentare il ddl Province». Vista la mancanza di accordo tra i gruppi, la presidente Laura Boldrini decide di rinviare la questione a una nuova capigruppo convocata per domani, alle 15, per decidere come procedere subito dopo la fiducia. Lo stallo è provocato dal fatto che Pd, Ncd e Sc-Udc, pur avendo la maggioranza dei deputati (368) in capigruppo sono stati messi in minoranza dal punto di vista numerico delle componenti: attualmente sono infatti tre i gruppi di maggioranza contro i cinque delle opposizioni (che hanno 239 deputati). Il ministro ai Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini, lasciando la riunione, piuttosto tesa, dice: «Sono stupefatto dal comportamento delle opposizioni che hanno cercato in tutti i modi di ostacolare il ddl sulle province nonostante l'urgenza chiesta su questo provvedimento. L'opposizione vecchia e nuova sta ostacolando un provvedimento sul quale ho insistito perchè è necessario per garantire un quadro normativo chiaro prima della prossima tornata di amministrative».

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