«Dio fa impazzire coloro che vuole perdere»: mi auguro che questo antico detto latino non si debba applicare a molti esponenti politici che vengono dalla storia di Alleanza Nazionale e che oggi stanno dibattendo sul futuro della destra e del centrodestra. Come noto sabato prossimo si riunirà l'Assemblea dei soci della Fondazione Alleanza Nazionale che deve decidere, tra l'altro, se e come impegnare la Fondazione nell'opera di rilancio di un soggetto politico che possa raccogliere l’eredita di An. Su questa scelta, in questi giorni, si è scatenato un serrato confronto fra chi vuole esplorare questa possibilità e chi, invece, vuole continuare a tenere congelata la Fondazione in una funzione quasi museale. Se si legge lo Statuto della Fondazione Alleanza Nazionale si vede con chiarezza che l'obbiettivo per cui è stata costituita, attraverso un percorso cominciato con il Congresso di confluenza di An nel Pdl del 2009, è quello di contribuire attivamente ad alimentare le idee della destra nello scenario politico e culturale. Oggi, dopo la scomparsa del Pdl come partito unitario del centrodestra, in un momento in cui tutti stanno riprendendo la propria identità in uno schieramento inevitabilmente fondato su più partiti, non si comprende perché la Fondazione non debba a sua volta contribuire a questo percorso offrendo una casa a tutti coloro che non si ritrovano nelle altre formazioni politiche. È evidente che la classe dirigente che in passato ha guidato Alleanza Nazionale è oggi dispersa su diverse posizioni politiche; come è evidente che ci sono organizzazioni, come Fratelli d'Italia e più di recente il Movimento per l'Alleanza Nazionale, che si sono già avviate su questa strada. Un impegno della Fondazione, quindi, non può e non deve essere realizzato in maniera unilaterale, ma deve coinvolgere tutti per dare garanzie contro ogni forma di strumentalizzazione personale o di gruppo. Per questo motivo tutti coloro che hanno oggi ruoli all'interno di formazioni di destra devono essere coinvolti per guidare un processo veramente unitario. Ma anche chi ha scelto di aderire ad altre formazioni del nostro schieramento può avere una funzione di garante della piena funzionalità di questo progetto al rafforzamento di tutto il centrodestra. Di fronte a queste idee, espresse in tutte le sedi e in ogni contesto, a cominciare dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione, abbiamo purtroppo registrato una contrapposizione aprioristica da parte di alcuni amici, che hanno utilizzato argomentazioni e insulti veramente fuori luogo. La scelta che dobbiamo compiere è puramente politica e ci sono tutti gli strumenti - dal Cda, al Collegio dei Revisori, alle leggi dello Stato particolarmente severe in questa materie - per garantire un comportamento corretto e trasparente su ogni adempimento. Che senso ha dire che il patrimonio della Fondazione deve essere restituito allo Stato o destinato unicamente ai parenti delle vittime dei ragazzi di destra uccisi durante gli anni di piombo? La Fondazione deve essere pronta ad aiutare economicamente tutti i familiari dei nostri caduti e tutte le vittime delle disgrazie che colpiscono questo Paese. Ma i nostri ragazzi sono morti per difendere degli ideali che abbiamo il dovere di portare avanti e di non disperdere nel nulla. In ogni caso, per favore, secondo un vecchio stile che c'eravamo sempre dati nel passato, non strumentalizziamo il ricordo di quei ragazzi per sostenere questa o quella tesi politica. Mi auguro sinceramente che si superino le polemiche e da qui a sabato ci si sieda attorno a un tavolo per dare garanzie a tutti e per far partire insieme un nuovo progetto politico. Per quanto mi riguarda io mi sono sempre impegnato in questo senso. Si sta aprendo un ciclo completamente nuovo, con molte opportunità che si aprono, anche con riforme elettorali che possono avere esiti completamente diversi: possono aiutare a ricollegare la gente con le istituzioni ma possono anche ridurre gli spazi del pluralismo politico e cancellare definitivamente la rappresentanza della destra in Parlamento. Per questo sarebbe veramente una follia da parte di tutti impedire alla Fondazione di contribuire a costruire il pilastro politico che ancora manca a un centrodestra rinnovato e proiettato verso il futuro.
«Non strumentalizzate i morti contro An»
Il dibattito «La Fondazione aiuti tutte le vittime Ma sta a noi non disperdere i nostri ideali»
