Politica

Unatras: il 90% degli operatori domani non si fermerà

«L'autotrasporto italiano non si fermerà. Le maggiori sigle sindacali del Paese che rappresentano il 90% degli operatori del trasporto, Fai-Conftrasporto, Anita, Fita Cna, Confartigianato Trasporti,...

«L'autotrasporto italiano non si fermerà. Le maggiori sigle sindacali del Paese che rappresentano il 90% degli operatori del trasporto, Fai-Conftrasporto, Anita, Fita Cna, Confartigianato Trasporti, hanno revocato la protesta lo scorso 28 novembre, dopo la firma di un protocollo presso il ministero dei Trasporti con il quale il governo ha definito importanti interventi per la categoria». Il presidente di Unatras, la sigla che unisce le maggiori sigle italiane dell'autotrasporto, nonchè presidente di Fai-Conftrasporto, Paolo Uggè, si dice convinto che la mobilitazione non avrà quelle proporzioni che i Forconi e i movimenti organizzatori stanno annunciando sul web. Uggè prende di petto il leader dei Forconi. «Mariano Ferro, che ha rilasciato dichiarazioni ai principali mezzi d'informazione parlando di fermo dell'autotrasporto, non dice il vero, non essendo lui stesso un operatore del trasporto e non appartenendo ad alcun sindacato di categoria». Secondo il presidente di Unatras, «Ferro è il leader di un movimento politico di protesta che, a quanto si legge sui volantini, mira alla rivoluzione. Qualche associazione locale di trasportatori ha aderito alla protesta, ma nulla più». Uggè si augura che «il Paese non cada schiavo della comunicazione di terrore propinata da movimenti rivoluzionari ma di certo minoritari». Uggè ritiene che i Forconi confidano che lo sciopero possa coinvolgere anche i cittadini comuni stufi della politica e di un Paese che non va per bloccare completamente l'Italia. «Lo scopo dello sciopero dei Forconi è proprio quello di paralizzare e bloccare l'Italia intera al fine far sentire la propria voce». Uggè poi riferisce che c’è un clima di «grave intimidazione nei confronti di chi, nella nostra associazione, intende rappresentare le imprese nel rispetto della legalità e delle regole condivise anche quando si tratta di protestare e manifestare. Emerge chiaramente la volontà di dissuadere i dirigenti nazionali e territoriali della CNA-Fita dal denunciare chi vuole strumentalizzare la disperazione di tanti imprenditori per bloccare il Paese e generare confusione e caos». Minacce di morte sono arrivate alla presidente nazionale della Cna Fita, Cinzia Franchini.

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