Politica

Seggi aperti, bufera sugli sms

Civati accusa Cuperlo: ha violato la privacy usando il database del partito per i messaggi

Ancora veleno sulle primarie del Partito democratico. Ma stavolta mozioni, idea di partito, elezioni anticipate e fiducia al governo Letta non c’entrano. No. Stavolta si va sul pesante, con Pippo Civati che accusa Gianni Cuperlo di violazione della privacy per aver utilizzato il database del Nazareno per inviare messaggi elettorale. L’ennesima polemica scoppia a ventiquattr’ore dall’apertura dei seggi per la scelta del nuovo segretario democratico. È Civati, insieme al suo comitato, a scagliarsi contro l’avversario Cuperlo colpevole, a suo dire, di aver utilizzato gli archivi del Pd per telefonare agli iscritti e invitare ad andare a votarlo oggi. Le telefonate sarebbero arrivate a dipendenti e iscritti da numeri col prefisso 070. Da una verifica effettuata dal Comitato Civati, i numeri con quel, da cui da ieri migliaia di iscritti ed elettori democratici stanno ricevendo telefonate che invitano a votare Cuperlo, risultano appartenere a una società di telemarketing di Cagliari, la Manca Srl. Paolo Cosseddu, campaign manager di Civati, spiega in merito alla vicenda: «Dopo aver chiamato noi stessi il call center, abbiamo scoperto una situazione preoccupante. In base a quanto ci hanno raccontato i telefonisti, non si tratta di dipendenti del call center, ma di militanti del Pd a cui la società Manca Srl ha concesso gratuitamente una parte delle sue postazioni telefoniche. I militanti confermano di aver effettuato migliaia di telefonate, e di aver ricevuto i numeri di telefono da Tore Corona, responsabile nazionale dell’anagrafe degli iscritti e tesseramento. Si tratta di una gravissima violazione delle norme sulla privacy: il Pd non può concedere i dati di migliaia di suoi elettori ad altri utilizzatori che non siano il partito stesso, e che questo sia avvenuto per opera del responsabile anagrafe è inaudito». Cosseddu chiama in causa l’attuale segretario Guglielmo Epifani: «Intervenga e dimissioni il responsabile, immediatamente». «I volontari coinvolti, per loro stessa ammissione, non avevano assolutamente idea delle implicazioni legali di quanto è stato chiesto loro di fare dal Comitato Cuperlo, comportamento questo ulteriormente irresponsabile - prosegue ancora il Comitato Civati - Infine, segnaliamo da ieri mattina nuove comunicazioni sospette, ad esempio a Bologna dove stanno giungendo sms firmati da una fantomatica Associazione SinistraxCuperlo. Peccato rovinare così le primarie e il lavoro di migliaia di volontari. Questa prassi contrasta non solo con la legge sulla privacy ma anche con lo statuto del Pd». Pronta la replica del Comitato Cuerlo: «Le telefonate sono fatte da volontari iscritti al Pd. I numeri di telefono sono gli stessi che i militanti iscritti al Pd utilizzano tutto l’anno per organizzare nel territorio le iniziative pubbliche del partito. Gli stessi numeri e contatti sono utilizzati, come ben sappiamo, anche dagli altri candidati». Una precisazione che non basta a Civati, che ironizza: «Secondo Cuperlo non c’è nessuna violazione della privacy e i numeri usati dal call center cagliaritano sono quelli usati per promuovere le normali iniziative sul territorio? Allora sono un tesserato della federazione di Cagliari, visto che hanno telefonato anche a me. Conosco bene il segretario provinciale e sono in Sardegna, spero vorrà incontrarmi per consegnarmi la tessera».

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