Un terremoto. Il sindaco di Firenze vuol cambiare tutto. O meglio: cambiare il Pd per cambiare l’Italia. Votarlo oggi significa questo. Le primarie per Matteo Renzi sono un referendum sul cambiamento. Chi vota vuole cambiare, «altrimenti tenetevi questo Paese così com’è». Cambiare tutto, a partire dal Pd: addio al correntismo e rottamazione della vecchia classe dirigente. Sul lavoro vuole riforma dei Centri per l’impiego, rifondazione della formazione professionale, certificazione dei bilanci dei sindacati, potenziamento dei posti di lavoro nell’economia digitale. Sulla giustizia promette la riforma di quella civile, penale e amministrativa, riforma delle leggi Bossi-Fini e della Giovanardi, cambiamento della custodia cautelare, potenziamento pene alternative. Ma no all’indulto. Per il welfare propone il contributo di solidarietà alle pensioni d’oro, modifiche radicali alla spesa pubblica, aiuto alle famiglie povere con minori a carico. Capitolo fisco: mettere online tutte le spese dello Stato e di tutte le amministrazioni locali, abbattere radicalmente il numero delle leggi in materia fiscale e amministrativa. Il recupero dell’evasione andrà integralmente alla riduzione delle tasse. Renzi poi critica l’Ue: meno burocrazia, spinta all’Unione federale, diplomazia unitaria, risorse certe e autonome per il bilancio Ue, elezione diretta del presidente europeo, poteri esecutivi per la Commissione, cambio del tetto del 3% del rapporto deficit/Pil. La Bce viene poi concepita sul modello della Federal Reserve americana. Sulle riforme propone un bipolarismo «gentile, ma netto», per una legge elettorale chiara, che assicuri governabilità.
Il leader che vuole il posto di Letta
Un terremoto. Il sindaco di Firenze vuol cambiare tutto. O meglio: cambiare il Pd per cambiare l’Italia. Votarlo oggi significa questo. Le primarie per Matteo Renzi sono un referendum sul...