«Abbiamo scelto di giocare con il blu, la maglia della nostra grande squadra che punta allo scudetto. Il blu perché rappresenta la forza serena e tranquilla di chi ha le idee chiare». Con queste parole, ieri, Angelino Alfano ha «tagliato il nastro» del Nuovo Centrodestra. Indicando il simbolo del partito appena fondato ha spiegato che «il quadrato evoca giustizia, nessuno è escluso e tutti possono entrare in quella squadra e sapremo dimostrare di fare quadrato. Noi guardiamo verso destra, siamo il Nuovo Centrodestra». L’appuntamento per la nascita del partito era ieri agli Studios di via Tiburtina nella Capitale, gli stessi nei quali Alemanno lanciò la «Rete attiva per Roma» e, guardacaso, utilizzando lo stesso spezzone di film: il monologo di Al Pacino in «Ogni maledetta domenica», la qual cosa, all’ex sindaco, non portò fortuna. Attorno ad Alfano, c’era, naturalmente, tutto lo stato maggiore del nuovo soggetto politico: Maurizio Lupi, che ha fatto da «padrone di casa», nel grande studio numero sette che ha ospitato l’evento, ma che non è stato sufficiente a contenere tutti i convenuti. «Diecimila! - ha detto Alfano - ed è una cifra calcolata per difetto». Molti dei «fondatori», così li ha definiti Angelino, si sono dovuti accontentare del maxischermo all’esterno. C’erano poi Renato Schifani, Gaetano Quagliariello, Beatrice Lorenzin, la senatrice e sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari. Diversi gli interventi, il più seguito, naturalmente, quello del leader, Angelino Alfano che ha ricostruito la genesi di Ncd e indicato la strada futura: «Abbiamo detto no a Forza Italia perché abbiamo scelto di dire no a troppi estremismi ed estremisti - ha spiegato - e perché abbiamo scelto di non fare precipitare il Paese nel buio di una crisi. Pensate cosa sarebbe successo se oggi, dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge elettorale, fossimo stati nel pieno di una crisi di governo. Noi abbiamo a cuore il Paese e, se la sinistra avrà la forza di stipulare con noi un contratto di governo, utilizzeremo il 2014 per realizzare le riforme importanti per l’Italia e nel 2015 vinceremo le elezioni». Alfano ha parlato, a braccio, per più di un’ora, non trascurando l’addio a Forza Italia, da lui definito «una scelta dolorosissima. Ma è stata la scelta giusta, perché in quel momento è stata fatta una scelta che guarda all’Italia e al futuro». Non ha rinnegato nulla dell’esperienza con Berlusconi e quando ha pronunciato il nome la platea è esplosa in un applauso che l’oratore ha definito «graditissimo». È anche vero che poco dopo ha affermato: «L’Italia è l’unico paese al mondo in cui un presunto innocente rischia di finire in galera senza una condanna». E poi ha sottolineato: «Così come chi viene condannato in via definitiva è capace che sia fuori dal carcere...». Il fondatore di Ncd si è anche lasciato andare ai ricordi, raccontando della sua preistoria politica quando, vestito in stile anni Ottanta, con «un giubbottone colorato e gli scarponcini», si lasciò convincere a fare il rappresentante di istituto nella sua scuola. E sin da allora, ha specificato, emozioni a parte, il suo modo di fare politica «è sempre stato caratterizzato dal rispetto». Ha risposto applaudendo una platea esultante, ma composta. La folla davanti al maxischermo, sventolava cartelli e bandiere. Il vicepremier ha parlato anche di «queste benedette primarie» che finalmente «sono arrivate, hanno condizionato per settimane partiti e governo», quindi ha lanciato la sfida a Matteo Renzi sul lavoro (ma senza citarlo): «Vediamo se il nuovo segretario farà sul serio tagliando con la Cgil o sarà su Scherzi a parte». In chiusura ha fatto riferimento alla celebrazione dell’Immacolata in programma oggi, il giorno dopo il suo discorso: «Chiedo alla Madonna di cominciare in anticipo e illuminare il nostro cammino». Sulla battuta dello scudetto è arrivata una delle reazioni «a caldo» dopo il discorso di Alfano. L’ex compagno di partito Raffaele Fitto ha affermato che quelli di Ncd «si sono infilati in un vicolo cieco, se insisteranno su questa linea, mentre Alfano parla di scudetto gli faccio i miei migliori auguri, calcisticamente parlando, per la lotta per non retrocedere, nella quale lui e i suoi amici sono già chiaramente invischiati».
Alfano: «Giochiamo per lo scudetto»
Dagli studios sulla Tiburtina, a Roma, la prima convention del nuovo movimento
