E alla fine arrivò il giorno di Angelino e della fondazione del Nuovo centrodestra. Quando si fanno le tre del pomeriggio, e la convention chiamata a ufficializzare la nascita del nuovo movimento deve partire, gli organizzatori sono un po’ spiazzati dalla folla. Maurizio Lupi e Nunzia De Girolamo, contenti di tanta accoglienza, si affacciano sul cortile degli studios di via Tiburtina, a Roma, per salutare chi non è riuscito a entrare: “Facciamoci sentire da chi credeva saremmo stati molti di meno”. Invece “siamo molti molti – lo ripete per otto volte Lupi - di più”. Diecimila battiti d’ala di colombe giunte un po’ da tutta Italia, anche se con le idee non troppo chiare sulla costruzione identitaria del partito, perché arrivano con bandiere e simboli un po’ raffazzonati, fatti in casa alla male e peggio; non ci sono bandiere col simbolo del Nuovo centrodestra, che tanto ha fatto discutere per l'impatto estetico poco accattivante, ma “bandiere a fantasia” come dirà Alfano nel discorso conclusivo. Ma per quello ancora c’è da attendere. Il simbolo, semmai, “simile a un modulo per la dichiarazione dei redditi” come aveva ironizzato Capezzone, o al nome di un medicinale come in tanti avevano detto, finisce per davvero su una scatola di pasticche a scopo curativo. La “Ncidina”, che fa il verso alla “Misericordina” di Papa Francesco, è la medicina amara rifilata dagli alfaniani al vecchio Pdl e al vecchio Cavaliere quando ancora era in prossimità di decadenza. La trovata è della più giovane dei deputati Ncd, Rosanna Scopelliti, che sul palco, giacca fucsia, emozionata, voce stridula e un po’ anche stonata, tira fuori la scatola delle pilloline e la mostra con gran gesto al numeroso pubblico. Grasse risate. Lupi, che fa da anchorman e si improvvisa mattatore della giornata, se la intasca, come ci rivela la stessa Scopelliti. Oltre alla “Ncidina”, al ministro delle infrastrutture piace molto un volantino, portato dai militanti, con su scritto “Senza base non c’è altezza”, sullo sfondo di un caschetto blu. Eccola la squadra dalle maglie blu, pronta a vincere lo “scudetto nel 2015” come assicurerà il leader ai suoi dal palco sul quale sale mentre le casse suonano “Pride” (orgoglio) degli U2, sottotitolo “In The Name of Love". A ricordare la necessità di fare squadra è Al Pacino, proiettato sullo schermo mentre recita da coach in “Ogni maledetta domenica”. Stile rock, per la kermesse. Prima arriva Renato Schifani, nominato presidente del comitato promotore del partito. Poi salgono i ministri (Nunzia De Girolamo, Beatrice Lorenzin, Gaetano Quagliariello), che non eccedono in parole, si limitano a un saluto. Quando finalmente è il momento del ministro dell’Interno, gli attivisti esultano. Alfano saluta prima di tutto la famiglia (“mamma, papà, mia moglie e i miei figli”), si lascia andare ai ricordi del liceo nella sua Agrigento, quando si era candidato - precoce leaderino – a rappresentare gli studenti in assemblea. Ma poi va dritto al punto. Spiega le ragioni della dolorosa defezione dal Pdl, ma subito dopo guarda al futuro: “Abbiamo scelto di non far precipitare il nostro Paese nel buio di una crisi. Noi abbiamo a cuore questo Paese, e se la sinistra italiana - da cui però saremo sempre diversi per pensieri, parole, opere e omissioni - avrà la forza di stipulare con noi un contratto, utilizzeremo il 2014 per realizzare le riforme importanti per l'Italia e poi vincere le elezioni nel 2015”. Spera molto. Vola alto. Anche nel linguaggio, come quando dice che il blu del Nuovo centrodestra è quello “del mare e del cielo di questo Paese bellissimo, è quello dei sogni di Mirò”. Blu e non azzurro, dice. sfumature cromatiche, che diventano politiche e personali: quando cita Berlusconi (“In questi 20 anni non abbiamo sbagliato ideali, né programmi, né persona”) la platea si scioglie comunque in un applauso. Il resto è occupato dal richiamo agli ideali della posizione che il movimento intende occupare con chiarezza sull'emisfero della politica: sulla famiglia Alfano dice “no” ai matrimoni gay e all'aborto; sull’emigrazione vale il principio che “non tutti possono entrare”; durissimo è l’attacco a mafiosi, camorristi e 'ndranghetisti ("il Ncd non è il vostro partito"). Sulla legge elettorale apre al presidenzialismo (“Sì al sindaco d’Italia"). Ma sulle riforme, sui programmi, sulle politiche promesse per un 2014 che faccia da volano alla vittoria del campionato, il ct della squadra di Nuovo centrodestra dice poco. Quando finisce di parlare, la musica ambientale è affidata agli Eifell 65: “I'm Blue” (Sono blu). La richiesta agli attivisti, nel frattempo, è quella di dar vita, come nella rinata “cugina” Forza Italia, ai circoli locali, composti da almeno dieci persone, che eleggeranno al loro interno un presidente per l’assemblea costituente. Che ci sarà nel marzo 2014. Pochi mesi alla prossima puntata.
Alfano tende la mano al Pd
Prima convention del Nuovo Centrodestra agli studios di via Tiburtina. Il ministro dell'Interno: "Pronti a un patto con la sinistra nel 2014"
