C’è spaccio, prostituzione, ci sono gli odiosi casi delle «spose bambine», i roghi tossici e il traffico illecito di rifiuti. Mancano le telecamere, manomesse o incendiate comunque fuori uso da tempo. «Tutti i villaggi di Roma Capitale – scrive la polizia municipale – risultano carenti di impianti di videosorveglianza utili alla tutela dei beni di proprietà comunale: in alcuni casi risultano totalmente non più funzionanti a seguito di danneggiamento ad opera di ignoti». Altrove il funzionamento è ridotto, e comunque «insufficiente», anche a causa dell'assenza di manutenzione. Sul fronte della videosorveglianza si sconta anche la mancata attivazione della centrale remota che sarebbe dovuta nascere negli uffici di Ponte di Nona. Non è un elemento di poco conto, quello dell’assenza di telecamere, in contesti in cui è praticamente impossibile monitorare tutto ciò che succede, come nel campo di via Candoni dove il sistema di sorveglianza è fuori uso da tempo e che attualmente ospita più del doppio delle presenze stabilite, circa 1.200 persone. L’area è enorme, nella parte che non si affaccia sul deposito Atac si sono anzi sviluppati col tempo nuovi insediamenti abusivi: «Una condizione igienico-sanitaria gravemente compromessa – scrivono i vigili – all’interno di stufe a legna costruite in modo artigianale vengono bruciati anche materiali potenzialmente tossici, pannelli di vetro-resina e rivestiti di vernici varie». Anche qui hanno dato fuoco agli alloggi, almeno tre per un valore stimato di circa 25mila euro ciascuno: «ignoti», anche perché non ripresi, i responsabili. Stessa storia a Castel Romano, anzi peggio: dopo che, a luglio, si è provveduto al sequestro degli ultimi sedici moduli abitativi scampati ai danneggiamenti in corso, nonostante il presidio dei vigili sempre ìgli ignoti” sono riusciti nell’intento di distruggere anche quelli. Alla Barbuta si sono scaricate tonnellate di rifiuti nell’area che costeggia il villaggio (il cui smaltimento è costato all’amministrazione 290mila euro), mentre al Camping River – se il tema è quello della sicurezza – le criticità riguardano le tensioni tra residenti, sfociate in risse che hanno anche richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, e lo spaccio di stupefacenti «anche in danno di minori assuntori colti da malore» già attenzionato dall’autorità giudiziaria. Un occhio (elettronico) in più aiuterebbe tutti.
Telecamere rotte, crimine dilagante
C’è spaccio, prostituzione, ci sono gli odiosi casi delle «spose bambine», i roghi tossici e il traffico illecito di rifiuti.
