Politica

Prodi ci ripensa e decide di votare alle primarie

Il professore cambia idea per il tumulto che ha seguito la sentenza della Corte Costituzionale.

Non doveva partecipare. Ne restava fuori. Lontano da quel partito che non troppo tempo fa, alle elezioni presidenziali, gli aveva tirato un brutto scherzo. Romano Prodi aveva annunciato che alle primarie del Partito Democratico non avrebbe mai partecipato. Eppure ora cambia idea. Ci ripensa. La decisione di tornare sui suoi passi è dettata da vari fattori: "I rischi aperti dalla recente sentenza della Corte mi obbligano a ripensare a decisioni prese in precedenza. Le primarie del PD assumono oggi un valore nuovo", afferma, mentre si insinuano anche motivazioni legate allo scontro interno al partito. Torna in campo per senso del dovere sembra, con un compito ben preciso, quello di difendere il bipolarismo. Dichiara che pur con tutti i suoi limiti, il Pd resta l'unico strumento della democrazia partecipata di cui tanto "abbiamo bisogno". Domenica, di ritorno dall'estero, si recherà a votare. "In questa così drammatica situazione mi farebbe effetto non mettermi in coda con tanti altri cittadini desiderosi di cambiamento". Non dichiara chi sceglierà, quale sarà la sua preferenza anche se è quasi certa la sua distanza da Gianni Cuperlo. Fu il suo gruppo infatti a negargli il Quirinale. Restano Matteo Renzi o Pippo Civati. La decisione non è ancora stata ufficializzata. Non resta che attendere.

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