Politica

Il ministro e i banditi

di Gian Marco ChiocciEgregio signor Barlomiej Sinkiewicz: bandito sarà lei e i figli suoi. Politicamente parlando, dall’alto della sua carica di ministro dell’Interno, non può permettersi di dare...

Egregio signor Barlomiej Sinkiewicz: bandito sarà lei e i figli suoi. Politicamente parlando, dall’alto della sua carica di ministro dell’Interno, non può permettersi di dare dei «banditi» ai tifosi laziali arrestati in massa, senza distinzione di responsabilità, dopo un rastrellamento indiscriminato fra chiunque parlasse italiano quel giorno allo stadio. Non le consentiamo di compatire i genitori dei ragazzi «banditi» quando questi stessi figli hanno subito l’onta delle manette, pernotti al gelo a pane e acqua, perquisizioni anali, per finire a barattare la libertà con una firma su verbali redatti in una lingua incomprensibile. Non può e non deve farlo perché quel che avete combinato a duecento cittadini italiani è indegno dell’Europa che vi ha accolti dal 2004 e della stessa Italia che vi ha spalancato le porte dopo il crollo del Muro offrendo ristoro e speranza a migliaia di suoi connazionali che nessun politico s’è mai permesso di definire «banditi» quando si rendevano responsabili di stupri, furti, risse per ubriachezza molesta. Si deve rimangiare quel che ha detto, signor Sinkiewicz, perché sarebbe stato facile etichettare come «banditi» quell’orda animalesca di ultras della sua terra che a Roma si è resa protagonista di fatti cento volte più gravi di quelli provocati da soli cinque italiani a Varsavia. E poi, una curiosità: come mai lei ha parlato di «banditi» solo dopo gli accordi fra il suo premier e il nostro? Non è che tante volte si è preferito dare precedenza alla partecipazione all’Expo 2015 anziché prender subito di petto le stranezze processuali di quanti hanno la sola colpa di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato? E i nostri, da Letta alla Bonino, perché tacciono sull’indegna retata, sul ministro polacco e sui poliziotti tornati aguzzini come ai tempi del comunismo d’oltrecortina? Perché?

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