C’è chi vorrebbe mandare la Asl a Palazzo Grazioli per valutare le sue condizioni. Chi, invece, ne ha fatto una bandiera «politica», tanto da sventolare le sue fotografie (le ultime con il presidente russo Putin) alle manifestazioni per sostenere l’ex premier. Di certo Dudù, il cane di Francesca Pascale e Silvio Berlusconi, ha lanciato una moda. Le conseguenze sono evidenti. Negli ultimi mesi le vendite di barboncini sono aumentate del 20 per cento. I dati degli allevamenti descrivono un vero e proprio «effetto Dudù» e fanno preoccupare la Lav, che rivolge un appello agli italiani per evitare che adottino un cane soltanto sull’onda della pubblicità. «Le mode che possono essere lanciate da un cane "celebre" come Dudù fanno male agli animali. L’innamoramentò vero o presunto sulla base di un’emozione ha precedenti illustri: dal boom di Lassie e Rin Tin Tin negli anni ’70, a quello di Labrador per la pubblicità di una carta igienica, fino ai Dalmata della "Carica dei 101". Tutti fenomeni che non hanno fatto assolutamente il bene degli animali». È critico Gianluca Felicetti, presidente della Lega antivivisezione (Lav). Aggiunge: «Tra le altre cose queste mode hanno incentivato l’acquisto degli animali, che è il primo modo per rendere un essere vivente un oggetto fin dall’inizio del proprio rapporto con lui. E questo è paradossale perché ci sono tanti cagnolini simili a Dudù che aspettano una famiglia nei canili o nei rifugi delle associazioni animaliste. Basterebbe recarsi in visita in una di queste strutture e non fermarsi davanti alla vetrina di un negozio o in un allevamento». Fra l’altro, ricorda Felicetti, «la Lav si è costituita parte civile nel processo ai danni della proprietaria della mamma di Dudù», accusata di presunti maltrattamenti di animali nel suo allevamento. «Maria Vittoria Brambilla - evidenzia il presidente Lav - ha fatto quindi una buona azione nell’affidare il cagnolino a una famiglia dove sicuramente non gli mancano cibo e coccole». Niente cani di razza a tutti i costi, dunque, soprattutto a Natale: «L’ingresso di un animale come parte integrante della famiglia non può nascere da un regalo, ma da un’adozione consapevole e responsabile, che sia basata sulla conoscenza minima delle esigenze etologiche del cane, dei diritti e dei doveri del proprietario, che per fortuna aumentano sempre di più».
Effetto Dudù, boom di vendite di barboncini
Negli ultimi mesi acquisti aumentati del 20% ma la Lav avverte: «Meglio adottare un cane nei canili»
