Politica

Marino non pedala più ma la scorta rimane

Otto agenti in scooter e auto prendono ordini direttamente dal comando centrale.

Vigili urbani a scorta di Ignazio Marino. Messi da parte i «pizzardoni» ciclisti, pare su consiglio della Questura, ora che è arrivato l’inverno e anche il primo cittadino limita l’uso della bici, restano comunque al servizio del sindaco un gruppetto fisso di 8 vigili urbani più 4 riserve, coordinati dal comandante del Gssu (Gruppo sociale sicurezza urbana), Maurizio Maggi. Gli «angeli custodi» di Marino sarebbero divisi in due squadre e lavorerebbero a giorni alterni: un team di 4 agenti (2 funzionari responsabili del servizio più 2 vigili) lo segue per 14 ore filate e il giorno successivo riposa, facendo spazio agli altri 4. I vigili utilizzerebbero in maniera fissa uno scooter Honda Sh 300 e a turno delle auto civetta Bravo, Yaris e Punto. Un po' un controsenso in realtà, per Marino, che si era presentato alla città annunciando di voler fare a meno, lui come la sua Giunta, della scorta. Quella ufficiale con personale fornito dalla Digos, forse intendeva. Tanto che, a quanto risulta, questi vigili svolgerebbero il loro lavoro senza un preciso ordine di servizio, bensì su indicazione del comandante inserita nel Modello 44 alla voce «pratiche di segreteria». L’assegnazione di questo servizio di «accompagnamento» ha creato parecchi malumori all’interno del Corpo. Innanzitutto perché il contratto degli agenti prevede al massimo 10 ore di lavoro consecutive (tra l’altro con gli straordinari bloccati), ma soprattutto perché i vigili non hanno la preparazione adeguata per intervenire in caso di aggressione o, peggio, di sparatoria rispetto al personale specializzato fornito dal Ministero dell’Interno o da aziende private. E poi dà fastidio anche il fatto di togliere personale a un gruppo che, come gli altri, soffre molto il sotto organico. D'altronde, non erano mancate proteste nemmeno quando il servizio veniva svolto in bicicletta. Anzi. «Non ci hanno mai sottoposto a una visita medico-sportiva», racconta uno degli ex componenti del servizio sperimentale dei vigili ciclisti, introdotto dall’ex sindaco Alemanno per svolgere pattugliamento nei parchi e nelle aree pedonali. «Questa estate ci trovavamo spesso – ricorda – a percorrere anche 50 km al giorno, magari per andare a Ostia o alla Borghesiana. Sembrava la Coppa Cobram di Fantozzi, visto che dovevamo fungere anche da meccanici per fare i pit-stop. Se la bici si rompeva, era pronto un furgoncino che portava il muletto».

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