Politica

Legge elettorale: Berlusconi teme l'inciucio Pd-M5S

Il Cav è convinto che M5S e Democratici siano pronti a fare muro per un sistema che vada a loro favore.

Grillo e Pd faranno di tutto per sbarrarci la strada. Silvio Berlusconi è convinto che M5S e Democratici siano pronti a fare muro per una legge elettorale a loro favore. Per questo, avrebbe chiesto ai suoi di tenere aperta la strada a un ritorno del Mattarellum, che premia i partiti più grandi, Forza Italia innanzitutto. La bufera sollevata dalla Consulta sul Porcellum suggerisce di andarci piano e di attendere le motivazioni della Corte Costituzionale. Anche perché c'è il rischio di trovarsi contro il Colle e i processi invitano alla cautela. Il Cav si augura di trovare un qualche cavillo giuridico che gli permetta di ottenere una legge elettorale adatta al voto anticipato. La soluzione non è a portata di mano, anzi. La strada è piuttosto stretta. L'input da palazzo Grazioli è stato chiaro: ribadire che questo Parlamento è illegittimo e il governo di larghe intese non ha più senso. In ogni caso, Forza Italia deve far sentire la sua voce con forza e non rimanere fuori dai giochi, perchè sul nodo elettorale sono in ballo i futuri assetti ed equilibri politici. L'ex premier rilancerà il modello spagnolo per puntare sempre alle elezioni di primavera. Un modo per sfidare anche Matteo Renzi. E la convention di domenica, raccontano, sarà solo un assaggio della strategia d'opposizione del Cav. Domenica pomeriggio l'ex premier rispolvererà tutto l'armamentario classico, dalla necessità di riformare la giustizia, alla necessità di avere un partito d'attacco, più radicato sul territorio e incisivo. Napolitano in campo.  Come spesso accade in questi casi è stato il Capo dello Stato a mettere un po' di ordine. Anzitutto spiegando che l'attuale Parlamento è pienamento legittimato a riformare il Porcellum. "La Corte Costituzionale - sottolinea - si riferisce espressamente al Parlamento attuale dicendo che esso può ben approvare in qualsiasi momento una nuova legge elettorale. E non mette in dubbio la continuità nella legittimità del Parlamento". Detto questo per Napolitano è "imperativo" varare una nuova legge elettorale che superi anzitutto il sistema proporzionale. "La decisione della Corte Costituzionale non può avere stupito chiunque ricordi le numerose occasioni in cui io sono intervenuto per sollecitare fortemente il Parlamento a modificare la legge elettorale del 2005 almeno nei punti di più dubbia costituzionalità - ribadisce -. Il problema era e resta quello della espressione di una volontà politica del Parlamento tesa a produrre finalmente una riforma della legge elettorale giudicata necessaria da tutti i partiti. Ora è divenuto imperativo dare espressione ad una volontà tesa a ribadire il già sancito superamento del sistema elettorale proporzionale, avvenuto nel 1993, ed insieme operare alcune modifiche istituzionali riguardo il numero dei parlamentari e il sistema del bicameralismo paritario". M5S sulla barricate. A ben vedere, però, è proprio sulla "volontà politica" che il discorso si blocca. Basta vedere cosa è accaduto stamattina alla Camera. I grillini hanno insistito sull'illegittimità del Parlamento chiedendo la convocazione di una conferenza dei capigruppo per decidere la calendarizzazione d'urgenza della legge elettorale. Niente da fare. Non è stata concessa né la capigruppo né la sospensione dei lavori dell'Aula. A quel punto i deputati del MoVimento hanno deciso di abbandonare l'Aula. Sono rientrati solo quando la capigruppo, convocata dopo la protesta grillina, ha deciso di iniziare il braccio di ferro con il Senato. La commissione Affari Costituzionali di Montecitorio calendarizzerà la riforma del Porcellum. A quel punto, visto che i due rami del Parlamento non possono lavorare contemporaneamente sulla stessa legge, la presidente Laura Boldrini potraà chiedere a Pietro Grasso di trovare un'intesa sul passaggio della norma da Palazzo Madama a Montecitorio. Ma il Nuovo centrodestra è pronto alla guerra. "La provocatoria richiesta a maggioranza della Conferenza dei capigruppo della Camera - attacca Maurizio Sacconi - corrisponde al malcelato tentativo di alcuni ambienti politici fino a ieri di non fare nulla e domani di provocare la crisi di governo attraverso la ricerca di maggioranze diverse da quella che lo sostiene. Lo dice il presidente dei senatori del Nuovo centrodestra Maurizio Sacconi. «Il Senato peraltro ha avviato un iter operoso attraverso il Comitato ristretto della Commissione affari costituzionali che è impegnato a produrre risultati entro poche settimane», sottolinea Sacconi che prosegue: «Il presidente del Senato è avvertito. Se dovesse piegare i propri comportamenti alle pretese di partito o di frazioni di partito verrebbe meno al suo ruolo istituzionale e le reazioni sarebbero proporzionate ad un comportamento così grave». Il capogruppo Ncd aggiunge: «Egli sarebbe inevitabilmente confrontato con i suoi predecessori che gli hanno lasciato, anche nella specifica materia, autorevoli precedenti in termini di difesa delle legittime prerogative del Senato. Noi siamo tra coloro che volevano ieri, così come vogliono oggi, la riforma della legge elettorale in quanto quella vigente si è rivelata concausa di una grave frattura tra la società e le istituzioni rappresentative».

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