Politica

Il rischio deriva del Paese Italia

di Gian Marco Chiocci

Ma sì, dai. Perdiamo tempo a blaterare di primarie democratiche, di Letta a zonzo nelle cancellerie occidentali, di rimpasti di governo e lotta all’immigrazione, di legge elettorale e spending review, di femminicidio e di gabelle che appaiono, scompaiono e ricompaiono con acronimi sempre diversi. Straparliamo ancora di quant’è brutto, sporco e cattivo Silvio Berlusconi e pure di Dudù che va internato col padroncino perché tristi e fuori di testa entrambi. Insistiamo a dare la guazza a quell’ipocrita di Renzi inflessibile con la Cancellieri (non indagata) e garantista con molti dei suoi sponsor sott’inchiesta o a processo. Seguitiamo a perderci nel superfluo dei temi inutili dei talk show e facciamo finta che quel che raccontano, e preannunciano, i servizi segreti sul rischio imminente di una rivolta sociale è la solita fuffa e blablabla. Guardate altrove, immedesimatevi nelle tre scimmiette che non parlano, non sentono e non vedono e neppure leggono quel che i nostri Filippo Caleri e Maurizio Gallo raccontano dopo aver compulsato l’analisi dei Servizi su un Paese ormai alla deriva, a rischio implosione con ripercussioni potenziali anche sulla sicurezza e sull’ordine pubblico. L’aumento costante del tasso di disoccupazione giovanile, il carico fiscale gravante sul lavoro (che non c’è) e sull’impresa (che produce sempre meno) ha innescato il countdown. Il disagio sociale, l’insofferenza dilagante e la rabbia della gente impossibilitata ad arrivare a fine mese, rappresentano il collante aggregativo dei professionisti della protesta, che sono poi quegli imbecilli e vigliacchi vestiti di nero che ciclicamente sfasciano tutto e poi si divertono a riempirci la posta di lettere minatorie. A loro, e alle nuove formazioni antagoniste e anarchiche che già strizzano l’occhio a formazioni di matrice eversiva interessate ad alzare il livello di scontro sui minatorie, occorre guardare con preoccupazione. Le occasioni di scontro saranno i prossimi appuntamenti di piazza sui temi del lavoro, della casa, delle grandi opere, delle rivendicazioni dei «diritti» e dei «beni comuni» connessi alle criticità crescenti legate al reperimento delle risorse per il finanziamento degli ammortizzatori sociali. La situazione è seria. Presto rischia di essere grave. Ma voi fate finta di nulla.

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