Non solo predica bene e razzola male. Ma mentre infrange le regole più elementari del codice della strada invoca la "tolleranza zero". È il caso di Raffaella Modafferi, la temutissima "Zarina" del VII Gruppo Tuscolano promossa a vicecomandante della Polizia di Roma Capitale dal sindaco Ignazio Marino. Dopo il controverso ordine di servizio diramato venerdì scorso in cui chiedeva alle ventuno unità operative della Municipale un giro di vite - a suon di multe - contro le doppie file nelle vie dello shopping natalizio, anche facendo ricorso ai vigili che normalmente svolgono servizio in ufficio, è stata "pizzicata" da La Repubblica a parcheggiare più volte in sosta vietata sulla Palmiro Togliatti. In sintesi per i comuni cittadini c’è la «repressione» mentre per la vicecomandante si deve chiudere un occhio. Anzi, tutti e due. Le foto pubblicate sono inequivocabili. La station wagon della Modafferi, un’elegante Audi grigia, viene posteggiata diverse volte in prossimità di una fermata dell’autobus in una zona delimitata dalle strisce gialle, a pochi passi dalla sede del VII Gruppo Tuscolano. In uno scatto si vede la "Zarina" scendere dalla Punto bianca di servizio e incamminarsi verso la macchina ferma sotto la palina. Ad attenderla ossequiosamente c’è l’autista personale, naturalmente anche lui un vigile. Di norma dovrebbe chiedere al l’automobilista - in questo caso il suo capo - di spostare l’auto e, in caso di risposta negativa, non gli resterebbe altro da fare ch elevare un verbale. Naturalmente non avviene né l’una o l’altra cosa. Quanto accaduto non è una novità. La Modafferi era già finita nell’occhio del ciclone nell’estate 2012 per alcune immagini che la ritraevano mentre utilizzava l’auto di servizio - sempre con autista - per andare a fare la spesa o recarsi all’aeroporto. All’epoca fu aperta un’indagine interna. Altri casi li ricorda il sindacato Arvu mentre chiede la rimozione della vicecomandante. «La Modafferi - si legge in una nota - non è nuova a trasgredire le norme del Codice della strada e, secondo noi, anche del codice penale. In data 6 e 27 agosto 2012, fu sorpresa a transitare sulle corsie preferenziali, pur sapendo che tutte le Forze dell’ordine possono farlo solo in caso di emergenza. Se, come lei afferma, si sentiva pedinata, perché non ha chiesto rinforzi alla centrale operativa?». L’episodio ricorda quello che cinque anni fa costò il posto al comandante Giovanni Catanzaro, immortalato insieme alla sua auto parcheggiata in via della Croce, in divieto di sosta e con un permesso disabili scaduto ben esposto sul parabrezza. A Veltroni non rimase che rimuoverlo. L’attuale sindaco sembra invece avere un atteggiamento più morbido, per questo genere di cose. Sarà che solo un paio di mesi fa la sua Panda rossa finì sui giornali perché parcheggiata nel posteggio in uno ai senatori nonostante Marino avesse lasciato lo scranno di Palazzo Madama da ormai cinque mesi. Il primo cittadino - che all’auto preferisce la bicicletta - si giustificò adducendo motivi di sicurezza certificati da una comunicazione del Prefetto e annunciando di rivolgersi al Garante della privacy per la pubblicazione della targa della vettura. Le multe, invece, sono solo per i comuni cittadini.
E i vigili sostano in divieto. Ecco chi ci fa le multe
Fotografate le infrazioni del vice-capo Modafferi. È lei che ha chiesto più verbali per le Feste.
