Politica

Mini Imu, il governo pensa a rinviare la soluzione al 2014

Il pasticcio della mini Imu determinato dalle maggiorazioni imposte dai Comuni «furbi» che hanno alzato le aliquote nel 2013, potrebbe essere risolto con un semplice rinvio. Secondo quanto risulta a...

Il pasticcio della mini Imu determinato dalle maggiorazioni imposte dai Comuni «furbi» che hanno alzato le aliquote nel 2013, potrebbe essere risolto con un semplice rinvio. Secondo quanto risulta a Il Tempo, il Tesoro sta valutando questa ipotesi. Ovvero rinviare la questione al prossimo anno; il che garantirebbe comunque ai Comuni il gettito dell’imposta perchè resta ferma la possibilità di farla pagare ai cittadini. È evidente che la data dipagamento verrebbe spostata oltre gennaio per dare il tempo al governo di trovare le risorse per la copertura. Qualora queste non si trovassero i sindaci potrebbero comunque rivalersi sui cittadini. Il ministero dell’Economia sta sentendo i Comuni per verificare se la soluzione è praticabile. Intanto il presidente dell’Anci Piero Fassino ricorda che il governo si è «impegnato a coprire il 100% dell'Imu, incluse le aliquote del 2013 e senza penalizzare i cittadini». Altra ipotesi sul tavolo è di rimodulare l'imposta in base al reddito, tutelando le fasce più basse. Il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ritiene illogico che «nell'abolizione della seconda rata, come della prima, ci sia un intervento indifferenziato indipendentemente dalle condizioni di reddito e sociali». Pertanto «il criterio più trasparente ed equo è di rimodulare gli interventi sulla base delle condizioni reali di reddito». Il relatore della legge di Stabilità, Marchi, deputato del Pd, è dell’idea che la soluzione vada trovata nella Stabilità perché «il problema impatta sulle risorse del 2014. I lavori sulla ex Finanziaria sono cominciati ieri mattina nella Commissione Bilancio della Camera, dove entro domani dovranno essere presentati gli emendamenti. Il testo era stato licenziato la scorsa settimana dal Senato con l'indicazione politica di apportare ulteriori modifiche all'impianto presentato dal governo. Rafforzamento del taglio del cuneo fiscale, dell'indicizzazione delle pensioni e del sostegno agli esodati, coperto con nuovi canali di approvvigionamento finanziario come i tagli previsti dalla spending review firmata Cottarelli, la lotta all'evasione fiscale e l'introduzione della «Google tax». I temi caldi sono le spiagge, gli stadi e la Cig in deroga. Qualche cambiamento potrebbe arrivare anche per il piano delle privatizzazioni. Per la ventilata cessione del 60% di Grandi Stazioni detenuto dalle FS, il governo starebbe pensando ad una newco con i soci privati che detengono già ora il 40% di Grandi stazioni, ovvero Benetton, Caltagirone, Pirelli e Sncf. Questa società gestirebbe le aree commerciali più interessanti delle stazioni. La newco potrebbe essere scorporata dal gruppo Fs e valorizzata a breve, contribuendo al riequilibrio dei conti pubblici.

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