Politica

Imu, per la copertura spunta la Cdp

Allo studio l’ipotesi di far anticipare la compensazione da Cassa depositi e prestiti Sul tavolo anche l’aumento dell’acconto dell’Iva. C’è il rischio di accise più alte

Il supplemento dell’Imu, nato dalla furbizia di quei Comuni che nel 2013 hanno aumentato l’aliquota contando sul fatto che il governo avrebbe trovato le risorse per compensare questo aggravio di imposta, potrebbe essere girato a chi non ha la casa. Oppure il pasticcio potrebbe essere risolto ripescando un escamotage utilizzato dall’ex ministro Visco con l’Ici mettendo in campo la Cassa depositi e prestiti. Sarebbero queste le due ipotesi sul tavolo del governo. Mentre il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni è a Washington, i tecnici sono al lavoro per trovare la soluzione a questo empasse tecnico. I soldi da recuperare non sono una grande cifra, circa 200 milioni, ma il valore simbolico è alto. Giacchè si tratterebbe di continuare a far pagare l’Imu sulla prima casa mentre era stata promessa la cancellazione. Ma vediamo quali sono le opzioni allo studio. Ipotesi numero uno: intervenire sull’acconto dell’Iva. Non resta che questo dal momento che quelli Ires e Irap per banche e assicurazioni, sono già stati aumentati. L’acconto Iva dovuto il 27 dicembre è pari all’88% e quindi dovrebbe essere alzato e compensato nel 2014. In questo caso si agirebbe ancora una volta sulle accise. Il che vuol dire che alla fine il conto verrebbe girato anche a chi non possiede un immobile. L’altra ipotesi, secondo quanto risulta a Il Tempo, è quella messa in campo dall’allora ministro Visco per l’Ici. La formula è quella del cosiddetto «accertamento convenzionale». Si tratterebbe di consentire ai Comuni di inserire in bilancio tutto il gettito dell’Imu come se fosse compensato dal governo e quindi senza dover chiedere nulla ai cittadini. I Comuni interessati chiederebbero una anticipazione alla Cassa Depositi e Prestiti. Il governo quindi sposterebbe il problema di trovare la compensazione al prossimo anno. La soluzione oltre ad essere piuttosto macchinosa ha anche un altro ostacolo: farebbe salire il deficit e quindi si potrebbe sforare il tetto del 3% che è il limite invalicabile posto da Bruxelles. La Commissione europea ha messo in guardia più volte dai rischi che avrebbe portato l’abolizione della tassa sulla prima casa senza una copertura certa. Ma ora fare marcia indietro è impossibile. Il partito della no tax sulla prima casa si è allargato mentre i sindaci stringono d’assedio il governo e reclamano la copertura. Il Pd ieri ha proposto come copertura, la rimodulazione della tassazione sui giochi d’azzardo legali. «È un’ipotesi che va valutata» afferma il deputato Dem, Michele Anzaldi, che insieme a Luigi Bobba della commissione Bilancio ha presentato un'interrogazione urgente sulla tassazione dei giochi e ha annunciato la presentazione di un emendamento alla Legge di Stabilità. Anzaldi sta cercando un sostegno a questa ipotesi dal presidente dell’Anci, Piero Fassino. «Gli ho inviato una lettera con la rassegna stampa sull'ampio consenso manifestato da tutte le forze politiche su un provvedimento che omogeneizzi le aliquote dei giochi e allinei gli aggi delle lotterie, uniformando il sistema di tassazione dei giochi». Il riordino della tassazione sui giochi potrebbe portare quel gettito utile a coprire la maggiorazione dell’Imu. L'Ocse torna a promuovere l'Imu: infatti nel rapporto 2013 sul Federalismo Fiscale, l'organizzazione sottolinea come la modifica della tassazione sulle proprietà immobiliari in Italia e quella varata l'anno successivo in Irlanda «rappresentano due esempi di riforme di successo». L’Ocse riconosce «l'impopolarità delle tasse sulle proprietà immobiliari, il che spiega come riforme in questo senso siano adottate di rado», anche per via delle «resistenze dei proprietari di immobili». Non è la prima volta che l'organizzazione con sede a Parigi sottolinea l'impatto positivo dell'Imu nel sistema fiscale italiano. Lo scorso 2 maggio era stato lo stesso segretario generale, Angel Gurria, a Roma per presentare il rapporto Ocse sul nostro paese, a sottolineare come «l'Imu non è un'imposta che genera distorsioni nell'allocazione delle risorse» e ribadendo la preferenza dell'organizzazione per «la riduzione delle imposte sulle imprese e la riduzione delle tasse sul lavoro» piuttosto che l'eliminazione di quelle sugli immobili. Agli inizi di luglio, poi, il capoeconomista e vicesegretario generale dell'Ocse Pier Carlo Padoan aveva ribadito come «le tasse che danneggiano di meno la crescita sono quelle sulla proprietà, come l'Imu, mentre le tasse che, se abbassate, favoriscono di più la ripresa e l'occupazione sono quelle sul lavoro». L'Ocse invita i governi a aumentare la quota di tassazione di competenza delle amministrazioni locali e sottolinea come solo l'Italia, con la legge delega 42 del maggio 2009 sul federalismo fiscale, abbia attuato una simile politica.

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