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La Stabilità alla Camera. E arrivano subito le modifiche

Web tax, indicizzazione delle pensioni, anticipo della spending review per incrementare il taglio del cuneo fiscale. La legge di stabilità 2014 arriva alla Camera con un fitto elenco di modifiche...

Web tax, indicizzazione delle pensioni, anticipo della spending review per incrementare il taglio del cuneo fiscale. La legge di stabilità 2014 arriva alla Camera con un fitto elenco di modifiche già prenotate. Prima di uscire dal Senato il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, ha annunciato l’intenzione di voler migliorare l’indicizzazione delle pensioni. Anche l’idea di anticipare al 2014 parte della spending review firmata Cottarelli, per reperire nuove risorse, è stata già lanciata dall’esecutivo. Secondo il ministro per i Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini, dei 3,6 mld che dovrebbero essere risparmiati nel 2015 almeno un mld potrebbe essere anticipato al prossimo anno. Le risorse andrebbero in un fondo automatico, garantite da una «clausola di salvaguardia» in grado di sostituire i tagli mirati con i tagli lineari, e da un vincolo di destinazione delle risorse ricavate dai tagli di spesa e dal recupero dell'evasione. Il destinatario sarebbe il taglio del cuneo fiscale (con un mix tra imprese e lavoratori) allargando i benefici anche agli incapienti. Secondo Franceschini ulteriori risorse potrebbero arrivare anche dal taglio di spese inutili, abolendo alcune norme, come quella che obbliga i comuni a installare, ad ogni tornata elettorale, i tabelloni in ferro per i manifesti elettorali (costo fino a 300 mln). La web tax è un’idea del presidente della commissione Bilancio di Montecitorio, Francesco Boccia (Pd), che ha già presentato una proposta di legge ad hoc. Tuttavia la norma, che punta a far pagare le tasse in Italia dei prodotti venduti via web (attraverso google, yahoo e Amazon), potrebbe trovare spazio anche nell'ex finanziaria, assicurando un maggior gettito di circa un mld. Boccia pensa all’introduzione dell’obbligo, per i committenti di servizi on line, di poter acquistare solo da soggetti in possesso di una partita Iva italiana. Tra le modifiche invocate da diversi esponenti del Parlamento c’è anche la revisione della Tobin tax, che potrebbe essere rivista in chiave più soft, viste le conseguenze della norma scattata il 16 ottobre (si attendeva un gettito di 1 mld ma al momento sembra che gli incassi siano arrivati a 250 mln). Un passo indietro che, tuttavia, al momento sembra difficile da realizzare. Altra richiesta che sembra avere scarse possibilità di trovare risposte è l’allentamento del Patto di stabilità interno per i comuni, invocato dagli enti locali. Nel caos dell’ultimo momento sono rimaste fuori anche le norme sulle spiagge (sanatoria più regolamento per la sdemanializzazione delle aree marine) e sugli stadi (per incentivare la costruzione da parte dei privati).

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