Politica

De Tilla: scelte scellerate È solo cosmesi di bilancio

Maurizio De Tilla, presidente dell’Anai, Associazione nazionale avvocati italiani spiega il suo punto di vista sui tagli a Il Tempo. Un punto di vista fortemente critico nei confronti della riforma...

Maurizio De Tilla, presidente dell’Anai, Associazione nazionale avvocati italiani spiega il suo punto di vista sui tagli a Il Tempo . Un punto di vista fortemente critico nei confronti della riforma della geografia giudiziaria che, a suo avviso, non ha raggiunto gli obiettivi di dare più efficienza al funzionamento della giustizia ma è servita solo a motivare risparmi nel bilancio dello Stato, nemmeno consistenti. Anzi dalle stime in mano a De Tilla non ci sarebbero stati tagli ma aggravi di costo per 40 milioni di euro. Avvocato, lei ha annunciato che andrà a manifestare davanti alla Consulta, il 4 dicembre, contro l’incostituzionalità della riforma delle circoscrizioni giudiziarie. Perché? «Perché è una riforma scellerata, attuata da un governo che bada solo alla fittizia cosmesi di bilancio». Perché fittizia? «Tagli effettivi non ce ne sono. Anzi, abbiamo calcolato che tutto questo costerà 40 milioni in più all’anno». Che cosa criticate, in particolare? «Hanno buttato all’aria, da un giorno all’altro e senza fase transitoria, tutte le sedi distaccate mentre il progetto precedente ne prevedeva la metà. É abnorme. Nelle isole che sono difficili da raggiungere, ad esempio, si è creata una situazione insostenibile. É stata soppressa la sede ad Ischia, all’isola d’Elba, quella particolarmente grande di Olbia in Sardegna». Voi dite che territori a forte presenza criminale sono stati privati del servizio giustizia. «Non c’è una concreta logica organizzativa. Non sono stati aboliti piccolissimi tribunali provinciali e poi hanno cancellato sedi come Rossano in Calabria, in zone ad alto tasso di ’ndrangheta». Ma i tagli degli uffici più piccoli si dovevano fare, oppure bisognava lasciare tutto com’era? «Alcuni tagli andavano fatti, non questi. E non senza una gradualità. Invece, si è imposto di fare gli scatoloni appena scattato il 13 settembre, mentre non ci sono ancora i nuovi uffici disponibili nelle sedi accorpate . In alcune c’è stato il blocco dei processi. Non è così che si fanno le riforme».

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