"Oggi opporsi alle riforme significa coltivare un sentimento anti nazionale". Lo afferma il ministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello, dal palco del congresso del Psi. Il ministro delle Riforme, esponente del Nuovo centrodestra, sottolinea: "Ci sono ragioni antiche e attuali che mi portano qui. Negli anni Ottanta un partito si accorse per primo che l'Italia, per rimanere grande, aveva bisogno di riforme. Quel partito era il Psi, il suo leader era Bettino Craxi. Quello che serviva negli anni Ottanta - prosegue Quagliariello - oggi non può essere evitato. Opporsi significa coltivare un sentimento anti nazionale". Quagliariello cita le primarie del Pd per lanciare l'idea dell'elezione diretta del capo del governo. "Se il Pd elegge direttamente il proprio segretario - dice Quagliariello - perché gli italiani non possono eleggere direttamente il capo dell'esecutivo o tramite il Presidente del Consiglio o tramite il Presidente della Repubblica?". "In Italia - prosegue - corriamo il rischio di avere partiti liquidi e istituzioni che non funzionano". Tra le priorità c'è anche la modifica del sistema giudiziario. "Serve una riforma della giustizia penale e della giustizia civile - afferma Quagliariello - Vanno separate le carriere dei magistrati, ma prima ancora vanno separate le carriere dei magistrati e dei giornalisti".
Quagliariello: opporsi alle riforme è antinazionale
L'esponente del Nuovo centrodestra al congresso del Psi: elezione diretta del capo del governo e riforma della giustizia
