Gli italiani innamorati del mattone, della sua sicurezza e della sua rivalutazione costante, si devono ricordare di un nutrito gruppo di politici, tecnici e sindacalisti. Sono loro che hanno messo nel mirino la casa negli ultimi anni. Soprattutto la prima, onestamente e faticosamente comprata con mutui trentennali, e considerata indice di ricchezza patrimoniale. Questo in un Paese dove il mercato degli affitti non è mai decollato, stretto prima dai vincoli dell’equo canone e mai incentivato, e dove i piani di edilizia popolare hanno cambiato solo nome, oggi di chiamano social housing, ma sono fermi dagli anni 80. Nel Pantheon dei tassatori il posto di rispetto spetta a Mario Monti, premier post Berlusconi fortemente consigliato dalla signora Merkel per rimettere a posto lo sfascio delle finanze pubbliche. Appena arrivato non ha perso nemmeno tempo a progettare qualche nuovo balzello. Ha semplicemente preso quello che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, aveva progettato per finanziare il fisco in senso federale, e con un colpo da maestro l’ha applicata sulle rendite catastali aumentate del 60%. La stangata vera è stata quella. Dopo di lui vale la pena menzionare il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, tecnico che non è mai stato favorevole all’abolizione dell’Imu sulla prima casa e lo ha sempre fatto presente. Così ha sempre proposto ipotesi alternative al taglio della tassa sulla prima casa. Non è difficile pensare che il colpo di genio del 40% dell’extragettito sia la sua vendetta. Non manca accanto a lui il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, che ha accettato l’abolizione dell’Imu solo in nome delle larghe intese, ma ha sempre detto che non è stata in realtà abolita la tassazione sulla prima casa. «Non per sadismo comunista» ha aggiunto. Il dubbio che la visione marxiana guidi comunque il suo operato c’è sempre. Infine loro: la leader della Cgil, Susanna Camusso, e il futuro che non avanza rappresentato dal papabile segretario del Pd, Gianni Cuperlo. La prima con massima franchezza e candore ha detto: «L’unica cosa seria sarebbe rimettere l’Imu». Poi ha aggiunto: «Che serietà ha un Paese che in pochi anni toglie e mette l'Imu 6 volte?». Il pensiero vola al sogno proibito: la patrimoniale. Camusso ha ricordato che la «Cgil l’ha proposta in tempi non sospetti». E Cuperlo nel confronto tv con Renzi e Civati di giovedì scorso lo ha spiegato senza peli sulla lingua: «Sì, io sono per una patrimoniale». Noi no.
L'Imu vi perseguita? Ricordatevi di loro
Da Monti a Saccomanni il partito di chi vede l’abitazione come un limone da spremere. La franchezza della Camusso: meglio tornare all’Imu. E il delirio di Cuperlo: voglio la patrimoniale
