Uomini nel mirino di una donna. Potrebbe essere un film. Ma questa vicenda, pur avendo avendo tutte le caratteristiche di una telenovela, con il grande schermo c’entra poco. Basta leggere i nomi dei protagonisti, elencati dettagliatamente nell’ordinanza del gip Anna Maria Fattori. Quella con cui ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero ordinando un supplemento di indagine. La donna è Rita Marino, storica segretaria di Gianfranco Fini. Gli uomini sono i componenti del comitato Garanti del disciolto partito di Alleanza Nazionale e il presidente e vicepresidente del comitato di Gestione. Unica esclusa, ovviamente, la «finiana» Marino (anche lei, infatti, aveva l’incarico di vicepresidente del comitato di Gestione ndr). La prima ha denunciato i secondi nel novembre 2011. I secondi, che dopo due anni si aspettavano l’archiviazione, saranno ora costretti ad aspettare ulteriori controlli. Cosa che, come spiega il presidente Mugnai, non li preoccupa affatto: «Siamo assolutamente tranquilli. È un bene che si faccia chiarezza una volta per tutte anche perché non si tratta di pochi soldi. Dopo la costituzione del Pdl, nel passaggio da An alla Fondazione An c’è stata una lunga discussione. Ci si chiedeva se fosse meglio liquidare subito il patrimonio o gestirlo per poi passarlo. Nella gestione non c’è stato alcunché di oscuro, ma sono contento per queste indagini. Lo dimostreranno». Sulla stessa lunghezza d’onda il «garante» Gamba. «Si tratta di una vicenda - racconta al Tempo - dal punto di vista civilistico molto complicata. Con diversi passaggi che sono stati oggetto di contestazioni. In particolare da chi ha seguito Gianfranco Fini all’interno di Fli. Non a caso Rita Marino, che faceva parte del comitato di Gestione, denuncia nel 2011 coloro che in quel periodo non condivisero quella posizione politica. Insomma c’è molto di strumentale dietro questa vicenda». Ciò nonostante Gamba non si nasconde. «La Fondazione - prosegue - è stata costituita nei modi e nei tempi previsti dalle determinazioni dell’ultimo congresso di An. Sono state seguite alla lettera. Qualcuno sostiene che compito di chi ha curato la fase transitoria fosse quello di "conservare" il patrimonio. Ma allora perché è stato nominato un comitato di Gestione? Cosa doveva gestire?». Il gip, però, chiede chiarimenti su pagamenti e parla di conti all’estero? «I pagamenti sono stati deliberati dal comitato di Gestione non certo dai Garanti. Sui conti all’estero, se non sbaglio, si dice che erano nella disponibilità del partito. Cosa c’entriamo noi? In ogni caso le nuove indagini serviranno a verificare se ci sono state irregolarità. Noi siamo tranquilli sull’insussistenza penale delle accuse e siamo certi che ci sarà un’archiviazione così come peraltro già chiesto dal pm. Dispiace solo che in questo modo i tempi si dilatano ulteriormente». Decisamente più sconsolato il suo collega Petri che, appena risponde al telefono, subito risponde: «Non so veramente cosa dirle. Sono in Fondazione da 5 anni. La mia opera e quella degli altri consiglieri è svolta a titolo gratuito. Ogni decisione è stata presa collegialmente. Il pm ha chiesto l’archiviazione. Proprio non so cosa dirle». Mentre il vicepresidente Giordano, titubante all’inizio, alla fine commenta: «Ritengo che sia ragionevole un supplemento di indagine anche se ogni pagamento è tracciato. Credo troveranno niente di niente. La contabilità della Fondazione è di una precisione cristallina. Pensi che mancavano le causali di alcuni pagamenti e subito hanno pensato che fosse qualcosa di losco, anche perché erano registrati sotto la voce "pagamenti soggetti diversi". Erano gli stipendi e il "diversi" indicava che si trattava di "diverse persone". Insomma, non mi sembra un problema questo supplemento di indagine. Siamo tutti molti tranquilli. È solo un po’ noioso e fastidioso».
Gli uomini nel mirino di Rita: «Siamo tranquilli»
I membri del comitato di Gestione e dei Garanti ribattono alle accuse della Marino
