Politica

Rottamate la macchina del fango

Eccoli là, puntuali, scontati e anche un po' patetici: «Contro il Pd si è messa in moto la macchina del fango». E non potendo aggiungere «berlusconiana», ci si è accontentati di definire l’utilitaria de Il Tempo «destrorsa». Sorridiamo. Dopo lo scoop del nostro Augusto Parboni sull’inchiesta della procura di Rieti in merito ai rimborsi d’oro regionali che vede coinvolti esponenti del partito democratico laziale (nonché l’attuale braccio destro del sindaco di Roma), s’è messa in moto una carovana di difensori d’ufficio: alcuni giustamente imbarazzati, altri comunque rispettosi e fiduciosi della magistratura, altri ancora un tantino offensivi e sopra le righe non sapendo (o sapendo bene) che si può essere sotto indagine senza aver ancora ricevuto un avviso di garanzia e che di fronte a certe notizie pubblicate dai giornali le procure intervengono repentinamente qualora l’informazione contenga errori e falsità (cosa che non è accaduta ieri). Augurandoci che i personaggi coinvolti possano presto dimostrare l’estraneità ai fatti contestati, andiamo avanti col lavoro. E con scrupolo e attenzione aggiorniamo i lettori sullo sviluppo di questa brutta storia simile, per molti versi, a quella che rischia di far schiodare dalla poltrona di governatore il presidente Cota, oltre all’intera giunta piemontese di centrodestra. Nel mettervi al corrente che l’inchiesta reatina si sta allargando a molti altri consiglieri regionali del biennio 2010-2011 siamo in grado di anticiparvi la lista delle spese pazze in ristoranti, enoteche, cocktail, feste con fotografi, apparizioni (a pagamento) in tv private e via discorrendo. Un presunto sperpero di denaro pubblico che la guardia di finanza sta incrociando con le movimentazioni bancarie e le note-spese delle persone a vario titolo finite nelle indagini. Ecco perché stona la triste bagarre scatenata da certi politici che inveiscono quando c’è di mezzo il nemico e gridano alla gogna quando a loro si interessano le toghe. A sparare a zero senza conoscere gli atti e lo stato dell’arte investigativo si rischia la brutta figura. Fate come dite sempre: abbiate fiducia nell’autorità giudiziaria, rispettate il lavoro della stampa libera. Male non fare, paura non avere.

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