«L’eventuale differenza - si legge nel testo - tra l’ammontare dell’imposta municipale propria risultante dall’applicazione dell’aliquota e della detrazione per ciascuna tipologia di immobile deliberate o confermate dal Comune per l'anno 2013, e, se inferiore, quello risultante dall’applicazione dell’aliquota e della detrazione di base previste dalle norme statali per ciascuna tipologia di immobile è versata dal contribuente, in misura pari al 40%, entro il 16 gennaio 2014». Non solo. Entro lunedì prossimo poi il ministero dell’Economia dovrà stabilire, con proprio decreto, se e in che misura aumentare gli acconti ai fini Ires e Irap dovuti per i periodi d’imposta 2013 e 2014 e, dal 1 gennaio 2015, delle accise per «assicurare il conseguimento» degli obiettivi programmatici «anche ai fini della eventuale compensazione delle minori entrate che si dovessero generare per effetto dell’aumento degli acconti». Questo è quanto previsto dalla clausola di salvaguardia contenuta nella bozza del decreto. Il decreto conferma così, almeno nella sua stesura ufficiosa che la copertura è garantita dall’aumento degli acconti Ires «per gli enti creditizi e finanziari, per la Banca d’Italia e per le società e gli enti che esercitano l’attività assicurativa» al 128,5% per il 2013. Secondo quanto si è appreso, a questo punto è probabile che scatti la clausola di salvaguardia poiché il governo deve compensare il minor gettito rispetto alle attese della sanatoria sui concessionari di slot machine dell’aumento a 27,2 miliardi dei debiti commerciali della pubblica amministrazione da pagare entro dicembre. Tuttavia, si fa notare, l’aumento delle accise potrà scattare solo dal 2015 e c’è quindi il tempo per evitarlo. Una scelta che ha comunque sollevato perplessità nel Pdl che si è battuto fin dalla prima ora per l’abolizione completa della tassa. «Alla luce della beffa per il 2013 (non tutte le prime case esentate, e non tutto il settore agricolo salvo), e soprattutto alla luce del maxi-imbroglio del 2014, con la prima casa travolta dalla Tasi (che ripropone pari pari l’Imu sotto falso nome), si deduce che l’onorevole Alfano scherzasse quando prometteva agli elettori la cancellazione della tassa sulla prima casa. Basta saperlo...» ha detto Daniele Capezzone di Fi. Sulpunto è però da registrare anche la contrarietà dei sindaci . «Il Governo faccia rapidamente chiarezza sulla seconda rata dell’Imu 2013 e onori gli impegni assunti con i contribuenti e i Comuni italiani. I sindaci hanno dimostrato ampiamente responsabilità e spirito propositivo, ma non si può abusare della loro pazienza e tanto meno si può abusare della pazienza dei cittadini» ha dichiarato il presidente della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci), Piero Fassino, rinnovando la richiesta di un incontro urgente con il Presidente del Consiglio. «Da troppe settimane e ancora nelle ultime ore - ha aggiunto Fassino - si susseguono da parte di singoli esponenti governativi dichiarazioni contraddittorie e addirittura antitetiche. È tempo che cessi questo assurdo balletto di parole che hanno il solo esito di alimentare confusione e sconcerto nei cittadini ed esasperazione negli Amministratori locali». «All’atto della decisione di superare l’Imu sulla prima casa - ha ancora aggiunto il presidente Anci - il Governo assunse due espliciti impegni: i contribuenti non avrebbero più pagato l’Imu nel 2013 e ai Comuni sarebbe stato garantito l’identico importo onde poter assicurare l'erogazione di essenziali servizi ai cittadini. È troppo chiedere che finalmente si dia corso a impegni così esplicitamente assunti?». Nell’incertezza è da registrare anche la presa di posizione dei Caf che alla fine dovranno fare i conti dei contribuentui. «Non possono essere i contribuenti a farsi carico della confusione sul calcolo della seconda rata dell’Imu: non devono essere applicate sanzioni per chi verserà un importo calcolato sull’aliquota antecedente al 15 novembre». È quanto chiede la consulta dei Caf, riferendo di non aver ancora ricevuto risposte alle comunicazioni inviate a Ministero dell’Economia e Anci, sulla decisione di prendere a riferimento ai fini del pagamento del saldo Imu 2013 le delibere comunali pubbliate entro il 15 novembre.
Ancora caos sull’Imu Il decreto è in Gazzetta ma non si sa chi paga
Si va verso la mini stangata sulla prima casa I Caf: niente sanzioni per gli importi inesatti
