Politica

Tra Alfaniani e berlusconiani è guerra delle poltrone

Gli esponenti del Nuovo centrodestra invocano le dimissioni degli esponenti di Forza Italia al governo

Il giorno dopo l'espulsione di Silvio Berlusconi dal Senato, tra il centrodestra di lotta e quello di governo esplode la guerra delle poltrone. Il discorso è semplice: Forza Italia è ormai un partito di opposizione, quindi i suoi esponenti all'interno dell'esecutivo devono dimettersi. Per qualcuno dovrebbero addirittura farlo i presidente delle Commissioni che, per consuetudine, spettano alle forze della maggioranza. E lo scontro si fa subito acceso. A conti fatti i sottosegretari in "quota Berlusconi" sono sei: Gianfranco Miccichè (Semplificazione), Jole Santelli (Lavoro), Bruno Archi (viceministro agli Affari Esteri), Rocco Girlanda (Infrastrutture e Trasporti), Walter Ferrazza (Affari Regionali) e il "tecnico" Cosimo Ferri (Giustizia). Al momento solo Miccichè e Santelli hanno annunciato di aver consegnato la loro lettera di dimissioni al Cavaliere. Girlanda viene dato come in avvicinamento al Ncd. Gli altri preferiscono rimanere vaghi e prendere tempi. Un atteggiamento che scatena l'ironia polemica di Roberto Formigoni che su Twitter scrive: "Forza Italia è passata all'opposizione, ma i sottosegretari di Forza Italia restano al governo. Cugini, chi sono i poltronisti?" Un piccolo assaggio di ciò che succederà d'ora in avanti.

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