Politica

La Cassazione boccia i referendum sulla giustizia

Le firme depositate dai Radicali per i sei quesiti sono insufficienti Soltanto 420 mila per la responsabilità civile dei magistrati

La Corte costituzionale boccia i referendum sulla giustizia presentati a settembre dai Radicali. La commissione istituita dalla Suprema Corte ha finito ieri sera il controllo delle sottoscrizioni. Come anticipato da Il Tempo , nessuno dei sei quesiti ha raggiunto il numero valido di firme (500 mila). All’inizio i quesiti erano dodici. Di questi, sei erano stati, di fatto, già esclusi per la mancanza di firme. Si trattava dei referendum sulle droghe (niente carcere per fatti di lieve entità previsti dalla normativa sugli stupefacenti), sull’immigrazione (abrogazione delle norme che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare), sull’8 per mille (per far sì che le somme non destinate finascano solo nelle casse dello Stato), sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e sul divorzio breve. In questo caso ogni quesito aveva avuto soltanto 200 mila firme. Quelli più popolari erano i sei referendum sulla giustizia, anche grazie al sostegno del Pdl (Berlusconi aveva firmato in un banchetto accanto a Marco Pannella): due puntavano a inserire la responsabilità civile dei magistrati, uno a far rientrare nelle funzioni proprie i magistrati fuori ruolo, uno separava le carriere delle toghe, uno contrastava l’abuso della custodia cautelare e uno aboliva l’ergastolo. I primi due, quelli sulla responsabilità civile dei magistrati, avevano 536 mila firme. Ma molte sono state ritenute irregolari. Tanto che il quesito più votato dei due ha raggiunto solo 420 mila sottoscrizioni. Il numero di firme più basso si è registrato invece per il referendum sull’abolizione dell’ergastolo. La commissione per i referendum si riunirà ancora lunedì prossimo. Dovrà valutare cosa fare di altre firme, giunte dalla Calabria, depositate però oltre la scadenza dei termini. In ogni caso non sarebbero determinanti.

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