Politica

«I tempi sono maturi per riformare lo Stato»

Nel suo ultimo incontro pubblico Carlo Costalli, il determinato Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, aveva preannunciato una scomposizione del quadro politico italiano. La rottura tra gli...

Nel suo ultimo incontro pubblico Carlo Costalli, il determinato Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, aveva preannunciato una scomposizione del quadro politico italiano. La rottura tra gli alfaniani e i Falchi è il primo passo di questa trasformazione e Costalli è pronto a coglierne la sfida: «Quello che è successo nel centrodestra avverrà anche nel centrosinistra a quel punto sarà il momento della ricomposizione. Noi cattolici ci stiamo preparando a questo nuovo appuntamento, consapevoli che è impensabile arrivarci impreparati». Insomma non vi unirete al Nuovo Centrodestra? «Sono convinto che la ricomposizione non può avvenire solo tra tronconi di una classe dirigente più o meno usurata, ma attraverso la partecipazione dei cosiddetti corpi intermedi. I movimenti popolari possono portare in dote la loro conoscenza diretta del territorio». Ha condiviso la scelta di Alfano? «Il Nuovo Centrodestra è un contenitore al momento vuoto, per fare un’analisi bisogna capire con quali contenuti verrà riempito». Ma senza il «tradimento» il governo sarebbe caduto. «Aver scongiurato questa ipotesi è un atto di grande responsabilità, perché le riforme istituzionali hanno bisogno di un tempo medio, almeno fino al 2015. La scelta di Alfano favorisce questo progetto». E a sinistra? «Adesso la scomposizione deve avvenire anche nel Pd, Renzi è un grande calcolatore, ma resta da capire cosa farà Letta da qui a un anno». Il tempo giusto per le riforme. «È necessario capire che la riforma dello Stato è una priorità assoluta e che con coraggio bisogna mettere mano alla costituzione». Ma non ci sono problemi più tangibili? «Non esiste ripresa senza una trasformazione totale dell’architettura dello Stato. Non si può tornare a correre senza un nuovo, potente e solido motore». MCL sembra concentrato esclusivamente sul futuro. «Ci stiamo prepariamo al "dopo". Perché non si può più assistere inermi alla scelleratezza, all’inconsistenza e alla presunzione di tanta classe politica». La vostra risposta? «Non vogliamo, né possiamo, rassegnarci o arrenderci: anzi, a questa situazione vogliamo rispondere con determinazione, con passione. Lavoro e welfare, famiglia e società, ammortizzatori sociali e giovani, federalismo e giustizia, sistema fiscale e sostegno alla natalità, istituzioni e Costituzione: sono solo alcuni degli ambiti da "aggredire" con decisione». La priorità resta la riorganizzazione? «Non ci sarà una politica familiare degna di tale nome, non ci sarà un grande piano per il lavoro, non verrà organicamente ripianata la spesa pubblica senza una situazione politica stabile che si potrà raggiungere solo con una seria riforma della seconda parte della Costituzione e con una nuova legge elettorale. Quindi, i due percorsi devono viaggiare insieme e non essere, colpevolmente, posti in alternativa». Ma ce la faranno? «Staremo a vedere. Di certo la politica deve scrollarsi di dosso la tendenza di andare subito all’incasso elettorale, magari anticipato, piuttosto che avere "lo sguardo lontano" di chi ha la responsabilità di orientare il cammino della società e garantirlo per le future generazioni, come indicava De Gasperi».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.