Politica

E alla Camera dei deputati marmi e profumi di lusso

Ecco le foto segrete dei gabinetti del Transatlantico

Alle porte di San Gusmè, paesino a pochi chilometri da Siena, dal 1888 troneggia la statua di Luca Cava. Messa lì da un contadino per invogliare i viandanti a concimare gratis il proprio campo, raffigura un ometto accovacciato impegnato a liberarsi degli umani bisogni. Luca Cava, appunto. A pochi metri campeggia una scritta che recita: «re, imperatore, papa, filosofo, poeta, contadino e operaio: l’uomo nelle sue quotidiane funzioni. Non ridete, pensate a voi stessi». In altre parole, nel momento del bisogno siamo tutti uguali. Peccato che lo stesso non può dirsi per i pazienti degli ospedali romani e per gli onorevoli deputati di Montecitorio. Mentre i primi devono convivere con sporcizia, incuria e mancanza cronica di carta igienica, sapone e salviette, i secondi hanno a disposizione locali sfarzosi, immacolati e lucidati più volte al giorno dai solerti addetti della Camera dei deputati. Per rendersene conto basta dare un’occhiata alle foto che pubblichiamo in questa pagina e che un onorevole - che preferisce rimanere anonimo - ha scattato in segreto e inviato a Il Tempo . Si tratta del bagno che si trova vicino al Transatlantico, il celebre salone realizzato dall’architetto palermitano Ernesto Basile, chiamato ad ampliare il progetto originario del Bernini. A ispirare l’estro del maestro siciliano del liberty sono stati i saloni delle grandi navi da crociera del secolo scorso alle quali si ispirano gli arredi e a cui si deve il nome di quello che rappresenta il fulcro e il simbolo della vita politica italiana. Lo sfarzo dei bagni non è inferiore al resto di palazzo Montecitorio. Entrando dalla porta di legno scuro - sulla quale non c’è nessuna indicazione, quasi a rendere il luogo poco accessibile al visitatore occasionale - ci si trova davanti un’imponente scala di marmo bianco. Alzando gli occhi ci si accorge del soffitto in legno con fregi liberty, forse la decorazione più raffinata del locale, con lunghe luci incassate a valorizzare il rivestimento. A sinistra parte il corridoio in cui ci sono i bagni veri e propri, piccoli ma eleganti e puliti. Nella sala ampia le lampade squadrate sovrastano i lavabi e i grandi specchi. Qui non è come al Policlinico Umberto I: saponi, carta igienica e salviette per le mani ci sono sempre, e di ottima qualità. Anche l’igiene non lascia a desiderare, le squadre degli addetti alle pulizie intervengono più volte al giorno per garantire che i servizi di tutto il palazzo brillino a dovere. Quelli immortalati in queste foto naturalmente non sono gli unici bagni della Camera dei deputati. Alcuni, come quelli della Galleria dei presidenti - il corridoio che ospita i ritratti di tutti coloro che hanno ricoperto la terza carica dello Stato - sono di costruzione più recente e hanno un aspetto più funzionale e meno sfarzoso. In altre parole sobrio, come il momento politico richiede. Tra i corridoi di Montecitorio, però, il privilegio è sempre in agguato dietro l’angolo. Circa un anno fa Monica Raucci, cronista de L’Ultima parola , aveva mostrato in tv le immagini di quando, munita di telecamera nascosta, era stata allontanata da un bagno riservato alle sole onorevoli. Nei dispenser del «privé» profumi di Chanel. Come si dice, il deputato e la deputata si vedono nel momento del bisogno.

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