Politica

Difesa negata al Cavaliere

di Francesco Paolo Sisto *L’art.24 della Costituzione garantisce a chiunque il diritto di difendersi, prerogativa inviolabile. Il "chiunque", però, ha un’eccezione: se ha sconfitto la sinistra per...

L’art.24 della Costituzione garantisce a chiunque il diritto di difendersi, prerogativa inviolabile. Il "chiunque", però, ha un’eccezione: se ha sconfitto la sinistra per vent’anni; se questo "chiunque" si batte per un riequilibrio fra giustizia e politica; se non si arrende mai, tanto da prendere dieci milioni di voti, ebbene, a questo "chiunque" la difesa non è garantita. Anzi: è negata. Dalle Giunte ai Tribunali, Silvio Berlusconi non è uguale agli altri: tempi forcaioli, pre-giudizi inappellabili e preannunciati, risultati "scontati" si inseguono in un caleidoscopio di forzature e ingiustizie, rasentando la dittatura dell’antiberlusconismo. A riprova c’è il giustizialismo targato Pd che, indossando la faccia più arcigna che ha, insiste: "La decadenza di Berlusconi si vota comunque il 27", a sancire il maggior peso dell’eliminazione dell’avversario di sempre rispetto ai problemi del Paese. Le nuove prove sulla vicenda Mediaset, decisive per la revisione della sentenza, sono un invito a riflettere: per il Codice di procedura penale la Corte d’Appello può addirittura sospendere l’esecuzione della pena, il Pd non può non saperlo. Le nuvole del rancore di chi non sa vincere e i nuvoloni amari dell’irriconoscenza faranno i conti con gli elettori e il loro legame con un leader capace di farsi amare oggi, più di ieri, quando è più difficile, ma più bello. Un manipolo di parlamentari, congiurati a prescindere, potrà perpetrare misfatti politici, ma l’effetto sarà solo quello di convincere gli italiani che Silvio Berlusconi è un fuoriclasse, un "chiunque eccezionale" . * Presidente Commissione Affari Costituzionali della Camera

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