Clemenza del Quirinale per Berlusconi? No, grazia. Fine dei giochi. L’uomo del Colle ha detto no al Cavaliere che s’era esposto per fargli dir di sì. No, dunque, a un gesto di pacificazione nazionale. No a un atto di giustizia dopo un processo farsa condotto a tappe forzate e con motivazioni anticipate. No a una riparazione politica per una persecuzione giudiziaria che non ha precedenti in alcun paese civile, e anche incivile. Ma soprattutto no perché Berlusconi s’è pentito col piffero, perché ha evitato di accettare sportivamente la sentenza che lo manda a pulire i cessi di don Mazzi, e perché ha altri processi ancora da definire. In straordinaria coincidenza con la sorprendente uscita di Alfano di non scendere in piazza a sostegno del Padre decaduto, Re Giorgio pianta una croce sui peccati di Silvio. Precedenti ritenuti ben più gravi di quelli che lo stesso Napolitano ha perdonato a Ovidio Bompressi (condannato per la morte del commissario Calabresi) all’agente segreto americano Joseph Romano (sequestro dell’imam Abu Omar) a cinque terroristi altoatesini (svariati attentati) ed altri 16 cristiani. Silvio non l’ha presa bene, non sappiamo se per il tradimento di un patto o per un patto in realtà mai siglato fino in fondo. Così ha sfilato Forza Italia dal governo annunciando una conferenza stampa pirotecnica con nuove prove a ribaltare il processo Mediaset. L’uomo, ferito e braccato, attacca. Ringhia. Rilancia. S’appella alla piazza. Aspettate a darlo per morto. I funerali, da vent’anni, li celebra sempre lui.
il regista e l’attore
di Gian Marco Chiocci Clemenza del Quirinale per Berlusconi? No, grazia. Fine dei giochi. L’uomo del Colle ha detto no al Cavaliere che s’era esposto per fargli dir di sì. No, dunque, a un gesto di...