Politica

I popolari di Mauro e Casini prendono il largo

Nave Popolare? Italia Popolare? Popolari per l’Italia, almeno per il momento. In attesa, magari, che la nave vada dopo aver imbarcato - chissà con quale incarico - qualcun altro. Qualcuno che magari...

Nave Popolare? Italia Popolare? Popolari per l’Italia, almeno per il momento. In attesa, magari, che la nave vada dopo aver imbarcato - chissà con quale incarico - qualcun altro. Qualcuno che magari oggi non era al Teatro Quirino di Roma con Mario Mauro e Pier Ferdinando Casini, ma duecento metri più in là, nel Tempio di Adriano. Quel qualcuno si chiama Angelino Alfano, e come Casini e Mauro ha in testa, prima di ogni altra cosa, la continuità del governo, per il resto si vedrà. Parla il ministro della Difesa. Il centrodestra «come lo conosciamo, frutto degli ultimi venti anni, è una costruzione di Berlusconi che non ha più senso», costituito anche da forze che sono scomparse o si sono profondamente modificate, avvisa i naviganti, «L’alternativa oggi è fra popolari e populisti». E con il Nuovo Centrodestra «abbiamo idee diverse ma gli elettori sono gli stessi. Bisogna lavorare per un progetto d’Italia che li soddisfi». Già da ora, comunque, «collaboriamo nel governo, ora nel percorso parlamentare conosceremo le ragioni gli uni degli altri». Sulla denominazione Mauro chiosa: «Non è una priorità ma avremo il nome adatto per una grande nave». Sulla stessa lunghezza d’onda Casini. «È finita la stagione degli uomini della Provvidenza - avverte anche lui - È importante ascoltare, i partiti politici vanno costruiti seriamente. Questo è chiaro agli italiani. Vogliamo creare una forza europeista che contesti questa politica Ue perché con questo rigore andiamo a fondo e le classi popolari proveranno un livello di vita sempre più insopportabile». Si avvicinano le europee, e Casini evoca quello che nei contenuti sarà con ogni probabilità il cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi. Alfano, per ora, è impegnato a fare a botte - metaforicamente - con gli ex compagni di partito confluiti nella rediviva Forza Italia, tra accuse di coltellate alla schiena e altre delicatezze verbali. I rapporti tra le due forze politiche avranno modo di chiarirsi nelle prossime settimane. Intanto arrivano delle precisazioni, proprio sul nome (e anche sul contenuto). «Italia Popolare esiste già da molti anni, è un’associazione autenticamente cattolico-democratica e popolare e non ha alcuna intenzione di correre dietro a forme di aggregazione poco convincenti», fanno sapere Alberto Monticone e Gerardo Bianco, titolari del logo con tanto di atto notarile.

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