Politica

È ancora scontro sulla decadenza del Cav

Forza Italia e Ncd chiedono che prima venga approvata la legge di Stabilità Ma Grasso insiste: niente rinvii, si vota il 27. Il Pd esulta, lunedì un altro round

Deca-dance, o la deca-danza se preferite l’italiano, prosegue. La «pista da ballo» è quella di Palazzo Madama dove anche ieri è andato in scena il solito tira e molla attorno al voto che dovrebbe sancire l’espulsione di Silvio Berlusconi dal Senato. E forse dalla politica italiana. La data stabilità si avvicina: 27 novembre. Per il Pd e per tutti quelli che da anni sognano questo momento si tratta di un appuntamento inderogabile. Per Forza Italia e Nuovo centrodestra, cioè quello che fino a sabato scorso era il Pdl, ovviamente non c’è fretta. Così il braccio di ferro prosegue. Tutto è cominciato ieri mattina quando, dopo le proteste di alcuni senatori Pdl che gli avevano scritto senza riceverne risposta, il presidente del Senato Pietro Grasso ha deciso di leggere a tutti la lettera con cui provava a chiudere il dibattito attorno alle presunte irregolarità registrate durante la seduta della Giunta per le elezioni che, lo scorso 4 ottobre, aveva votato a favore della decadenza del Cavaliere (alcuni dei componenti avevano postato commenti sui social network mentre erano riuniti in camera di consiglio ndr ). «Questione chiusa», almeno per la presidenza. «Non risulta che componenti della Giunta - ha spiegato Grasso - abbiano rivelato elementi riferibili in qualsiasi modo ai lavori della camera di consiglio». Tradotto: nessuna sospensione né rinvio. La discussione si svolgerà il 27, così come previsto. E non è necessario alcun passaggio ulteriore. Tutto finito? Nemmeno per sogno. Ci ha pensato Maurizio Gasparri a riaprire la discussione. «Le risposte del Presidente Grasso sono insufficienti e non ci convincono - ha attaccato -. Ci sono state violazioni gravi delle regole del Parlamento, della segretezza delle procedure ed anche molte altre per quanto riguarda la decadenza di Silvio Berlusconi. Le abbiamo contestate e le contesteremo perché si agisce in maniera assolutamente inaccettabile. È una questione di verità, di legalità di trasparenza». Immediato il controcanto del capogruppo Pd Luigi Zanda: «Sono certo che il voto sulla decadenza del senatore Berlusconi si terrà come previsto mercoledì 27». In realtà Forza Italia non è affatto disposta a mollare. Durante la conferenza dei capigruppo gli esponenti del partito hanno formalmente chiesto che la decadenza venga votata solo al termine dell’esame del Ddl Stabilità. Il tutto senza dimenticare che la questione delle presunte «violazioni del regolamento» è tutt’altro che chiusa. Una posizione che ricompatta i «falchi» con le «colombe» del Ncd. È lo stesso ministro dell’Interno Angelino Alfano a ribadire che gli esponenti del suo «movimento» voteranno convintamente contro la decadenza mentre Roberto Formigoni aggiunge: «Non siamo d’accordo sull’accelerazione di tempi sulla legge di stabilità mettendo la fiducia. Gli accordi, all’interno della maggioranza sono che prima si vota la legge di stabilità e al termine la proposta di decadenza. È opportuno che via si un tempo di discussione anche in aula vista l’importanza del provvedimento e riteniamo che il governo non debba porre la fiducia strozzando il dibattito». Netto anche Maurizio Sacconi: «Continueremo a contestare, per ragioni formali e sostanziali, la assurda ipotesi di decadenza da senatore di Silvio Berlusconi con la determinazione da un lato di utilizzare tutti gli strumenti istituzionali per evitarla». Ma il segretario del Pd Guglielmo Epifani non arretra di un passo: «Oggi la conferenza dei capigruppo e il presidente Grasso hanno confermato il 27 novembre come data per il voto sulla decadenza. Mi sembra una scelta di buon senso e non è vero che da noi si sia cercata un’accelerazione». In realtà la decisione non è ancora definitiva. La capigruppo è stata riconvocata per lunedì alle 15. E lo stesso Grasso lascia intendere che sarà quella la riunione decisiva: «Lunedì dovremo stabilire il calendario della settimana. Quindi si vedrà lunedì, in attesa che finiscano i lavori, se la commissione Bilancio potrà consegnarci una Legge di stabilità». Nel frattempo, però, si fa strada anche un’altra ipotesi, Forse più suggestiva. Consapevole che la votazione non verrà mai rinviata, il Cavaliere starebbe già preparando un intervento da tenere nell’Aula di Palazzo Madama il 27. E il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa non ha dubbi: «Comunque vada la vicenda della decadenza, mercoledì si chiuderà un’era. Berlusconi non sarà più candidabile. È un cambiamento che peserà moltissimo sul futuro politico del nostro Paese. Non credo proprio che accetterà di farsi buttare fuori dal Pd: si dimetterà un minuto prima».

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